Mossa giovane

Secondo post consecutivo su questioni paliesche. Pure questo tema è stato dibattuto durante “Processo alla prova” su Radio Siena e Siena Tv nei giorni di Palio. Si fa un gran parlare, negli ultimi tempi, delle così dette “mosse giovani”. Come per altri aspetti il riferimento a cui è doveroso rivolgersi per prima cosa è il Regolamento del Palio. L’articolo 65, in particolare (lo trovate, ad esempio, qui http://www.ilpalio.org/regolamento5.htm), recita “La mossa ha luogo quando il Mossiere abbassa il canapo con la volontà di far partire i cavalli: la caduta dei canapo è segnalata dal rullo di un tamburo. Il Mossiere è il solo giudice inappellabile del momento in cui la mossa è da darsi e della sua validità”. In sostanza non c’è alcun riferimento alla “rincorsa” e ai tempi di abbassamento del canape. Ed infatti la mossa così come la intendiamo adesso ha una sua data di nascita. Mi avvalgo della preziosa consulenza storica dell’ “enciclopedia umana” Roberto Filiani (che avete visto e sentito su Siena Tv e Radio Siena come in ogni Carriera), autore di svariate pubblicazioni su questi argomenti e che vi consiglio di seguire ancora. L’inventore della mossa con rincorsa – mi racconta Roberto – fu senza dubbio Angelo Meloni detto “Picino”, che agli sgoccioli della sua carriera introdusse la consuetudine di entrare “lanciato” dal decimo posto. Fino ad allora la decima, di norma, entrava al passo ed il canape veniva calato. Era il 1930 e Picino venne squalificato, ma ormai la strada era tracciata, tanto che e l’anno dopo toccò a Cittino nell’Aquila e nel 1932 a Ganascia nell’Onda vincere di rincorsa. Nonostante la dura opposizione dei vari mossieri e le tante polemiche la rincorsa divenne consuetudine. Ed a radicarla definitivamente furono le due vittorie di Vittorino su Gaudenzia nel 1954.  Diciamo che accanto al regolamento esiste poi, dunque, una consueudine non scritta. Che può avere o non avere valenza nel Palio, a seconda del periodo in cui si vive, come dimostra la storia di “Picino”. Nel dibattito attuale, ad esempio, alcuni ritengono che si debba abbassare il canape quando il collo del cavallo raggiunge il verrocchino, altri che debba entrare per tre quarti e così via. L’intento è (sarebbe) quello di non penalizzare troppo la rincorsa che ha dalla sua la possibilità di decidere quando far partire (e come) le altre Contrade, dall’altra lo svantaggio di partire da dietro e con traettoria esterna. In generale credo che non si debba sminuire la questione e ridurla ad un dibattito sterile. Cerchiamo di richiamare storia e tradizione (che vanno conosciute, non citate a caso o a proprio pro), senza però dimenticare il regolamento stesso. Credo che, come per altri aspetti, sia nei mesi invernali utile attuare un dibattito fra le consorelle. Che può portare o non portare, magari, anche alla modifica del Regolamento stesso (per altre cose è stato fatto in passato), senza, ovviamente, snaturare l’essenza della corsa. O, forse più semplicemente, attraverso un approfondimento con chi sarà il mossiere, far capire che “tipo” di mossa si vorrebbe. Il che implica però un rapporto di assoluta fiducia nell’operato del mossiere stesso che, alla fine, rimane (al momento) “giudice inappellabile”. Quindi si può chiedere e parlare fin che si vuole, ma l’operato del mossiere non è contestabile sul Campo: cioè una volta data la mossa valida, indietro non si può tornare, ma solo, semmai, cambiare mossiere per la Carriera successiva. Insomma la questione mi pare molto complessa e adatta ad un confronto approfondito fra contradaioli e Contrade. Anche questo dibattito è aperto.

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7 risposte a Mossa giovane

  1. Giorgio ha detto:

    Caro Elio,
    nonostante le tue siano tutte puntualizzazioni più che giuste sulla reale (non) esistenza della rincorsa, e su corsi e ricorsi storici della stessa, trovo stucchevole e troppo comodo sollevare il problema solo quando “ci riguarda direttamente”. Anni fa fu sollevata per la prima volta la stessa questione, con incitamenti al dibattere nelle sedi opportune e nelle assemblee delle consorelle tutte, da un Onorando Priore la quale contrada, “vittima” ricorrente della sorte e di queste “mosse giovani”; risultato? Prese del contadino da una città, dalla stampa e anche da qualche Suo contradaiolo. Qualcuno dovrebbe avere il buon senso di starsene zitto alle volte, compreso chi fa parte di una realtà abituata a vincere spesso e senza troppe pressioni, e che guarda caso è la sorgente delle recenti “lamentele” sull’esistenza o meno della rincorsa. Sarebbe bene dire, “pace! Sarà per la prossima volta ehh!!”

    Saluti G.

    • eliofanali ha detto:

      In effetti il mio intento, al di là delle lamentele di cui Lei parla, sarebbe quello di dialogarne a bocce ferme, in modo che nessuno si senta (o non si senta) chiamato in causa. Se poi, dal dibattito, dovesse emergere che va bene così tanto meglio, senza polemica alcuna. GRazie del commento
      Elio

  2. Santimanio ha detto:

    il Palio è questo, volenti o nolenti; “purtroppo” il cavallo, come l’uomo, si è evoluto, è più atletico, più reattivo e quindi è fisiologico che la rincorsa sia penalizzata; trovare una soluzione credo sia molto difficile ma sentir dire dal guru di Canale 3 di togliere la rincorsa mi fa cascare le braccia; tra pochino si correrà il Palio a Pian delle Fornaci….

    • eliofanali ha detto:

      Ecco dovessi decidere io (per fortuna non è così), la rincorsa non la toglierei mai. Poi si puo’ migliorare qualcosa per non penalizzarla.
      Grazie del commento
      E.F.

  3. antonio ha detto:

    è un problema di difficile, se non impossibile soluzione. se la rincorsa non verrà “abolita” come spero, sarà normale, che lo si voglia o no, che una contrada che ha l’avversaria tra i canapi aspetti più tempo possibile nel tentativo di cogliere l’attimo per partire. è un fatto che ci fa morire, che ci tiene in tensione, che si maledice, ma anche l’attesa per la mossa è Palio. vorrei ricordare che nel 91 fu addirittura rinviata la corsa al giorno dopo perchè il Nicchio non entrava vedendo il Montone immobile. poi giù critiche, polemiche, etc, ma anche queste fanno parte del Palio.
    meno si cambia, secondo me, meglio è. e poi odio i moralisti (falsi) che dopo una mossa di un’ora,per esempio, si scandalizzano, gridano che così non si fa e magari fanno parte di una contrada che è stata penalizzata… l’obiettività non esiste nel Palio, ci sono le regole, rispettiamole e se uno sbaglia, paga, tutto qui.
    il problema delle mosse giovani è molto semplice. come dice anche Elio, i cavalli sono più scattanti, i fantini più attenti a cogliere l’attimo e quindi sarà sempre più difficile non avere mosse molto giovani, a meno che non si voglia invitare il mossiere a non far cadere il canape subito e quindi, con la probabilità di vedere volare sulla pista tanti cavalli e fantini

  4. Santimanio ha detto:

    capisco anche che i cavalli non sono motorini tuttavia chi è di rincorsa, invece di far fare 5-600 metri al cavallo, forse farebbe meglio a stare a mezzo metro dal verrocchino

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