Un’altra elezione

Una lunga e infinita stagione elettorale. Ormai ci siamo abituati. da un anno all’altro siamo praticamente sempre in campagna elettorale. La prossima “elezione”è per il 12 ottobre, anche se alle urne non saranno chiamati direttamente i cittadini, ma i sindaci e i consiglieri comunali dei 36 comuni della provincia di Siena. Ci sono da eleggere il nuovo presidente e il nuovo consiglio provinciale, così come vuole la riforma (per me sbagliatissima, i veri sprechi sono altrove) voluta dal governo Renzi su questi enti, svuotati nelle funzioni e di secondo grado (cioè non eletti dal popolo, alla faccia della democrazia diretta). Chi sarà eletto, svolgerà il ruolo a titolo gratuito, anche se la provincia manterrà un’importante funzione di coordinamento (come se questo tipo di lavoro non dovesse essere remunerato…). Restano da capire competenze e materie varie a chi saranno o non saranno delegate (regione o comuni), senza dimenticare la “fine” dei dipendenti. Si possono votare sindaci, consiglieri comunali o amministratori uscenti. Simone Bezzini ha già detto che non si ricandiderà; visto che la stragrande maggioranza dei comuni (e delle maggioranze) è di centrosinistra, il presidente comunque sarà del Pd. Secondo quanto scrive stamani il “Corriere di Siena”, si arriverà ad una lista unica, derivante non da primarie (visto che non votano i cittadini), ma da una discussione nella direzione provinciale del Pd stesso. In sostanza dovrebbe essere votata una lista dai due terzi dell’assemblea, da sottoporre agli “elettori”. I nomi che cirolano sono al momento quelli dei sindaci di Montepulciano Andrea Rossi, di San Gimignano Giacomo Bassi, di Rapolano Terme Emiliano Spanu, cui si sono aggiunti quelli del segretario provinciale Niccolò Guicciardini e del coordinatore dei comitati Renzi (sono ancora in vita?), nonchè membro della direzione nazionale e sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli. Ma non sono escluse sorprese e candidature diverse, come quella di Alessandro Starnini, consigliere comunale eletto a San Giovanni d’Asso, che di esperienza nel ruolo ne ha, visto che ha fatto il presidente della provincia per due mandati; oppure altri fra i tantissimi eletti nei consigli comunali. Il centrodestra? In lista potrebbe essere inserito Lorenzo Rosso, ex consigliere provinciale e eletto a Castelnuovo Berardenga, così come potrebbe trovare spazio Pietro Staderini, neo coordinatore provinciale di Forza Italia. Da capire chi assumerà il ruolo di candidato a presidente, senza speranza di vincere a meno di un clamoroso e improbabile spezzettamento dei voti a sinistra. Infine il Movimento Cinque Stelle, che ha piazzato diversi consiglieri comunali nell’ultima tornata delle amministrative e quindi dovrà esprimersi, anche se non è escluso che i grillini decidano di disertare le urne. Ma la partita sembra giocarsi, ancora una volta, nel centrosinistra, o, meglio, nel Pd. Prevarrà il buon senso, anche dopo un’eventuale decisione “a maggioranza” (anzi, a due terzi), oppure assisteremo all’ennesima lotta intestina prima, durante e dopo, la stessa che ha nauseato gli elettori locali (non ingannino troppo i voti alle europee) e che poi con fatica si prova a ricucire dopo qualche mese di perdita di consenso?

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