Osmosi e transumanza (paliesche)

La premessa è che, come ha scritto in un post su Facebook Daniele Magrini, il venerdì sera e il sabato uno è libero di andare un po’ dove gli (a questo proposito, ho letto qualche comunicato in cui si confonde il pronome “gli” con “li”, forse i viaggi all’estero fanno male alla grammatica?) pare; aggiungo che ognuno è altrettanto libero di organizzare le manifestazioni che vuole, dove, quando e con chi vuole; concludo dicendo anche che, ormai, la parola “Palio” è più che abusata, infatti quando possibile e quando voglio cercare di dare una connotazione a quello di Siena utilizzo il termine “Carriera”, anche se non mi ritengo uno storico-purista-acculturato in materia. E’ quindi più che legittimo che qualcuno si sia attivato per dar vita alla manifestazione annunciata per venerdì prossimo a Grosseto, di cui ho letto sul “Corriere di Siena”. E’ legittimo che partecipino i fantini che corrono anche in Piazza, visto che sono uomini liberi; che ci siano ex mossieri e cavalli mezzosangue; addirittura che presenzino capitani (ovviamente a titolo personale), che di corse in giro per il territorio nazionale ne vedono tante. Detto tutto questo mi pare però un po’ “dissonante” l’idea di trasferire, anche, per l’appunto, “idealmente”, parte della suddetta “Carriera” all’ippodromo di Grosseto. Questo al di là delle smentite, legittime, sulle partecipazioni di enti e istituzioni (http://www.sienatv.it/web/notizie/1-cronaca/10430-nessun-gemellaggio-ippico-tra-siena-e-grosseto-il-magistrato-e-il-comune-di-siena-non-aderiscono.html) o dei buoni propositi. Ripeto: non sono un purista, uno di quelli che vorrebbero, magari, chiudere le mura per quegli otto giorni e cose del genere, viste tutte le implicazioni che si porta dietro il Palio di Siena; sono, ad esempio, uno di quelli che, in passato, ha visto favorevolmente la diretta Rai, con tutti i “se” e i “ma” del caso, tanto che adesso bisognerebbe magari ripensarci. Un freno, un confine, qualche paletto, però, bisogna pur metterlo. Perchè l’unicità della Carriera e del mondo contradaiolo credo rimangano inscalfibile per i senesi e per chi conosce Siena. Ma il pericolo di “osmosi” e transumanze, in questo mondo “social” e iper globalizzato, resta ben presente. Quindi, non chiusura totale, ma attenzione vigile, di certo si. Una domanda mi sorge spontanea: ma il Palio di Punta Ala che fine ha fatto?

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