Masi e la nuova-vecchia liquidità del Pd

E dunque, come scritto da questo blog (sul quale ogni tanto, alla faccia di qualcuno, qualche notizia si trova), Alessandro Masi è il nuovo segretario del Partito Democratico di Siena. Ha ottenuto una maggioranza netta nei votanti, risicata se consideriamo gli aventi diritto al voto. I numeri dicono che, rispetto alla precedente maggioranza, il nuovo segretario cittadino ha guadagnato qualcosa da una parte (quella che fa riferimento a Gianni Porcellotti), perdendo qualcosina dall’altra, con alcuni “ceccuzziani” o definibili tali (non tutti, altrimenti Masi non sarebbe passato) che hanno disertato la votazione. Su questo aspetto, tuttavia, proprio questa mattina l’ex sindaco Franco Ceccuzzi è intervenuto ad Antenna Radio Esse, smentendo categoricamente anche un articolo uscito qualche giorno fa su “La Nazione”, che faceva riferimento ad un litigo fra lui e lo stesso Masi (http://www.antennaradioesse.it/torna-a-parlare-lex-sindaco-franco-ceccuzzi-sul-pd-di-oggi/): intervista su cui sarà interessante tornare. L’area ex Margherita di Alessandro Pinciani rimane minoranza “dura e pura”, quella che invece fa riferimento a Pierpaolo Fiorenzani si è invece astenuta. Questa la fotografia di una situazione che era, rimane e, presumibilmente, sarà molto fluida e liquida. Resta da capire come Masi abbia convinto quella parte di Pd che prima non era convinta da Mugnaioli: al di là del carattere (bonariio per entrambe), stessa età, forse addirittura maggiore esperienza amministrativo-politica (ex sindaco di Sovicille per due mandati, deputato in Fondazione Mps). Probabilmente, ma lo vedremo con la nomina di direzione e esecutivo, Masi ha promesso maggiore agibilità politica alle minoranze o, almeno, a parte di essa, da quella che fa riferimento ai “giovani responsabili”, a Porcellotti o a Menzocchi-Mazzini, quindi anche a qualche espressione della giunta comunale. Vedremo. Di certo le impressioni sono due: per prima cosa Masi dovrà avere la capacità di schivare i pallettoni che arriveranno da ogni parte, perchè la caccia al fringuello di cui ho parlato qualche giorno fa non pare affatto conclusa; la seconda è che pare difficile pensare, almeno ad oggi, che si arrivi ad una “scadenza naturale”, ma che il congresso, fra un annetto o giù di lì, sia il traguardo a cui si vuole in realtà arrivare. Magari implementando un po’ gli iscritti (e quindi alimentando il dibattito in città), per evitare, come ammesso anche da chi lo aveva richiesto qualche settimana fa, che si faccia un congressino fra pochi intimi.

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