La sentenza

Tre anni e sei mesi alll’ex presidente Giuseppe Mussari, all’ex direttore generale Antonio Vigni e all’ex capo dell’area finanza Gianluca Baldassarri. Questa la sentenza di oggi, primo grado del processo Mps/Alexandria, il filone “minore” della vicenda. Leggerete qui (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-31/mps-tutti-condannati-il-caso-alexandria-tre-anni-e-sei-mesi-mussari-vigni-e-baldassarri–165320.shtml) e altrove, anche nei prossimi giorni, commenti, giudizi, richieste, compresi quelli degli avvocati difensori o della Procura. Io mi limito a descrivere il clima, meno rovente di quanto pensassi. Ad attendere la sentenza, davanti al tribunale  all’interno dei giardini della Lizza, una quarantina (forse meno) di persone. Rappresentanti, con bandiere, della Lega Nord e del Movimento Cinque Stelle, oltre ad alcuni membri dell’associazione Pietraserena e di Sinistra per Siena. Il numero dei giornalisti è aumentato rispetto alla mattina, più o meno lo stesso numero dei cittadini. Adesso l’appello, annunciato peraltro da tutti i difensori, con l’avvocato Fabio Pisillo, difensore di Mussari, particolarmente agguerrito. E poi l’altro filone dell’inchiesta, quella a Milano sull’acquisizione di Antonveneta. Ci sarà il tempo di analizzare, approfondire, capire meglio. Senza gli sloganismi, possibilmente, ma con una ricerca accurata e approfondita.

Ps: durante il mio videomessaggio in Siena Diretta Sera su Siena Tv di giovedì ho rinominato Baldassarri con il nome di Giuseppe. Capita anche negli migliori famiglie di fare errori, basta ammetterlo.

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3 risposte a La sentenza

  1. Frankie Burrini ha detto:

    Sono passate 3 ore dalla sentenza del caso “Alexandria” e le bacheche FB sono piene (giustamente) di commenti più o meno sprezzanti. Condivisibili perché, (ormai passati in giudicato lo possiamo dire) gli imputati se lo meritano. Faranno appello e speriamo che li condannino un’altra volta (lo dico anche io, in puro spirito di rivalsa cittadina). Quello che condivido meno sono i commenti alla “cazzo”, tipo: “Non ho capito quanti anni hanno dato a quello o quell’altro amministratore pubblico” “Ma perché hanno condannato loro e nessuno dei politici?” “Perché nessuno del Comune o della Fondazione non ha la stessa condanna?” “Perché tizio è ancora libero?”. Semplice: perché questo è un processo che ha dei precisi capi di imputazione con dei precisi indagati e che ha seguito un preciso filone di indagine. Si chiama sistema giudiziario e se le sentenze si applicassero per “empatia” o per “induzione” a quelli che vorremmo vedere dentro, potremmo già passare alla ghigliottina, si farebbe prima (e sarebbe di gran lunga più economico).
    Non ci posso fare niente: sono avverso al qualunquismo e lo sono pur sapendo che è una battaglia persa.

    • eliofanali ha detto:

      Caro Frankie, sono d’accordo con te. Credo che questo clima sia da una parte frutto dei disastri (evidenti) del passato e quindi da una voglia perfino legittima di rivalsa, ma dubito che anche in una situaizone, diciamo “normale”, ci sia la possibilità di avere analisi approfondite e senza sloganismi. perlatro accentuati dall’uso smodato e spesos inconsapevole (o consapevolissimo?) del web stesso.
      Saluti
      Elio

  2. Duccio ha detto:

    Condannato
    mussari e condannato vigni: presente

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