Bancomat

Uno spiraglio, dopo tanti appelli. La Regione Toscana stanzia un milione di euro per l’Enoteca Italiana (http://www.gonews.it/2014/12/18/enoteca-italiana-la-regione-stanzia-un-milione-di-euro-marignani-il-progetto-di-rilancio-sia-credibile/), grazie ad un’iniziativa di Marco Spinelli (Pd), sostenuta, come si legge da Claudio Marignani (Forza Italia): forse quando la buona politica funziona. Forse. Una goccia nel mare? No, a patto che ci sia un serio progetto di rilancio. Sul passato bisogna chiarire le responsabilità (non solo per l’Enoteca…), ma questo, come ripeto tante volte, non significa avere una zavorra attaccata alla nave, che le impedisce di navigare verso il futuro, assettando i marinai più che i comandanti: polemizzare su questo finanziamento (come, sicuramente, accadrà) a me pare fine a se stesso; importante è semmai “come” utilizzarlo per rilanciare, per i lavoratori e per la città, l’Enoteca stessa, possibilmente senza perdere troppo tempo. La Regione Toscana, dunque, si candida ad essere il “nuovo Bancomat” di Siena? Per prima cosa forse sarebbe il caso che Siena, per l’appunto, non facesse gli stessi errori del passato, quindi, eventualmente, facesse si che tali danari fossero “investiti” con lungimiranza: per creare qualcosa di duraturo, ad esempio. E il riferimento è certo alla classe politica e dirigente, ma anche, in generale, all’ “humus” senese, se, preferite, alla sensibilità cittadina. Per seconda cosa c’è una sottile differenza rispetto a quello che era il Bancomat precedente, cioè la Fondazione Mps. Almeno teoricamente quest’ultima, infatti, non aveva grandi obblighi di rendicontare, chiedere conto insomma, dei progetti finanziati, sebbene sia sia dotata negli ultimi anni di erogazioni di strumenti atti a farlo. La Regione elargisce prima a seconda del progetto, lo controlla durante e anche dopo. Per evitare di incappare, per esempio, nella scure della Corte dei Conti. A meno che non si pensi che pure quella faccia parte del complotto. O che la zavorra di cui sopra debba per forza e definitivamente affondare la nave. Magari per permettere poi a qualcuno di immergersi per riscoprirne il tesoro, lo stesso tesoro che, al di là dei tafazzismi e pur più opaco di prima, rimane. E inoltre, peccato che l’ossigeno in fondo al mare sia per pochi. Magari gli stessi che in questi anni hanno contribuito a farlo finire.

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2 risposte a Bancomat

  1. Enrico Tucci ha detto:

    Vorrei condividere il tuo ottimismo, ma temo che si tratti, sempre che arrivi, della ennesima mancia elettorale. Spero sinceramente di sbagliarmi e che almeno i lavoratori siano una volta tanto tutelati. Certo ci vuole proprio talento per far fallire una Enoteca nel cuore del più grande distretto vinicolo del mondo!

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