Volta la pagina

Per quanto spesso (e sempre di più) abbia l’impressione che sia solo un voltare la pagina di un calendario, in quello che appare un eterno inseguimento di stagioni, un aspettare inverni per desiderare nuove estati, a fine anno si prova quasi sempre a tracciare una linea e a varcare un confine. Ho ricevuto qualche colpo basso, alcuni meritati, probabilmente, per quelli che avevo sferrato io in passato; altri, sinceramente, molto meno, ma che mi hanno comunque aiutato a capire e a riflettere, pur nel dolore che mi hanno provocato. Cattiverie e malignità, che qualche volta ho capito; che stento a comprendere in altre occasioni e che, altrettante volte, suscitano però solo compassione, verso chi si arrocca nelle proprie convinzioni e, pur distrubendo verità (le sue), non vuole comprendere quelle altrui. Sarebbero piccole rivoluzioni, quelle che continuamente cerco di attuare (non è detto che riesca a farlo) nel quotidiano. Ho rivoluzionato me stesso, anche se questa rivoluzione non è mai definitiva: il traguardo è il prossimo, non quello che ti sei lasciato alle spalle, vincente o perdente che sia. Ho esaudito un sogno (uno dei tanti), quello di scrivere un libro. Ho conosciuto persone splendide (una, due), persone interessanti e qualche altra un po’ meno. Ho compiuto un percorso, a volte bello, a volte molto brutto, di certo sempre ricco di ostacoli, di certo sempre ricco di opportunità. Ho voluto bene. Ho riso. Ho cantato. Ho aiutato e mi sono fatto aiutare. Ho visto tramonti e respirato albe. Ho dormito sul divano. Ho scritto lettere. Ho capito che per quanto la vita provi a metterti all’angolo devi trovare la forza di rialzare la guardia e ricominciare a sferrare cazzottoni. Non necessariamente violenti. Ho brindato. Ho cucinato. Ho letto. Ho baciato. Ho capito che l’immobilismo può essere una piaga vera, personale e generale, perchè se non attivi cuore e cervello è difficile che qualcuno riesca ad attivarli per te. Ho sognato. A volte non ho dormito. Vorrei avere più tempo, magari per scrivere quel romanzo che ho in mente da tanto e a cui a qualcuno ho parlato. Vorrei avere più tempo per viaggiare, non solo con i sogni e con la mente. Vorrei avere più tempo per scrivere tutto quello che mi passa anche adesso per la mente. Più in generale mi piacerebbe più equilibrio. Non perchè non ami istinto ed estremismo, sarebbe un’ipocrisia da parte mia, ma perchè dal nostro comportamento può derivare l’ambiente che ci circonda. Non è con acredine e asprezza che si cambia; non sempre è con la violenza, verbale più che fisica, che si risolvono le situazioni. Rivoluzione è una parola che va capita prima e applicata poi. Buona girata di pagina.

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