Non è la stessa cosa

Fra Consorzio e Fondazione non è la stessa cosa. Certo, entrambi gli strumenti per la gestione del Santa Maria della Scala individuano una via, che è poi l’unica via possibile: quella del finanziamento dei privati, visto che di soldi pubblici (leggi anche Fondazione Mps) a disposizione non ce ne sono. Quindi investimento dei privati “sotto controllo” pubblico e, soprattutto, equilibrio dei bilanci, il che vuol dire anche ricavi (magari per chi ci investe, perchè così funziona). Il problema è che il Consorzio (che, come evidenzia “La Martinella” è utilizzato poco in Italia https://lamartinelladisiena.wordpress.com/2015/01/27/fuochi-accesi-su-fondazione-e-consorzio-per-il-s-maria-della-scala/ e dove è utilizzato non funziona neppure troppo bene) ha un meccanismo abbastanza complicato, qualcuno direbbe in stile Prima Repubblica: prima di prendere una decisione tutte le componenti devono deliberare. Ve lo immaginate l’iter in Consiglio Comunale, ad esempio, per dare il via libera ad una mostra al Santa Maria della Scala? Strumento di partecipazione, mi si dirà. C’è partecipazione e partecipazione, rispondo io. In questo campo ci vuole competenza, più che partecipazione; senza pensare, poi, ai problemi, concreti, di efficienza. L’ultimo post del blog sopracitato (https://lamartinelladisiena.wordpress.com/2015/01/29/siena-cambia-e-il-draghetto-grisu/) torna su un problema, altrettanto concreto, di cui avevo scritto qualche giorno fa: il tempo. E i progetti futuri legati al “rilancio” del Vecchio Spedale. Perchè, scrive “La Martinella” nel “ps” c’è una gara che scade a marzo e quindi i tempi si allungano. Ieri, per lavoro, sono andato all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Accademia degli Intronati. Per Siena Tv ho fatto due battute con Marco Pierini, ex Museo delle Papesse, fra le altre cose. “Due cose sul Santa Maria della Scala – mi ha detto –  La prima è che il Sms non possa essere considerato qualcosa di diverso da un museo, i ragionamenti devono parti da questo. Sulla forma di gestione, poi, il dibattito è interessante, ma deve essere successivo ad un progetto di natura scientifica e culturale”. “Finisce i’ ricreativo, si passa ar curturale”, citando Beningi.

Ps: di argomenti ne avrei tanti, ne scelgo uno nazionale. Se Mattarella dovesse diventare Presidente della Repubblica, Matteo Renzi avrebbe ordito un capolavoro politico che non si vedeva da decenni.

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