Eppur si muove (parte due) e tre ps

Eppur si muove, parte due. Il Partito Democratico di Siena è vivo e (più o meno) lotta (si fa per dire) insieme a noi. Di un paio di giorni fa, infatti, è un (nuovo) comunicato della direzione comunale dei Democratici, stavolta sulla Fondazione Mps. Per quanto ricco di politichese, di incisi, di equilibrismi lessicali e non, i Dem cittadini (che, ripeto, con tutti i difetti del presente e del passato rappresentano comunque la maggioranza in Consiglio comunale e in città, dunque fanno bene ad esprimersi) alcune cose dicono, per chi le vuole vedere e anche per chi non le vuole vedere. Messaggi che vanno dritti al presidente della Fondazione Monte dei Paschi Marcello Clarich. Alcuni passaggi: “Occorre valutare al meglio per il bene della Fondazione e della nostra Comunità la valorizzazione della partecipazione nella Banca, i cui risultati evidenziano perdite superiori a ogni attesa”….”nell’ambito dello sviluppo economico del territorio, la missione della società Fi.Se.S. (Finanziaria Senese di Sviluppo) dovrà essere rinforzata sul fronte degli impieghi e contemplando la possibilità di partecipare a start-up per sostenere l’imprenditoria giovanile e l’innovazione”. Ed ancora, la mezza stangata finale: “Gli obblighi di preservazione del patrimonio impongono quindi che non ci si concentri per il momento ed esclusivamente sul tema di tornare ad erogare, ma che ci si specifichi invece in tutte quelle azioni tese ad attrarre e comporre reti e relazioni per l’innovazione nei settori strategici al servizio del territorio, con attenzione a valorizzare le risorse umane della Fondazione. In questo senso, una Fondazione solo culturale non basta”. E’ chiaro che si tratta di una sorta di risposta da una parte alla decisione, quasi improvvisa, di tagliare i fondi e sancire la liquidazione di Siena Biotech, con tutte le conseguenze del caso; dall’altra all’annuncio della partecipazione della Fondazione Mps all’aumento di capitale di banca Mps. Intendiamoci bene ed edulcoriamoci da qualsiasi presa di posizione politica. La prima decisione è dolorosissima, ma è una presa d’atto di una situazione che non poteva più andare avanti: resta da capire come tamponarla (e qui l’impegno delle istituzioni deve essere massimo, soprattutto per lavoratori e famiglie, ma non solo, come ho scritto altre volte). La seconda è legata al principio che regge la Fondazione: per restare nella Banca e contare qualcosina (molto “ina”), l’aumento di capitale va seguito, non si scappa: altrimenti bisogna ragionare su un’uscita definitiva e una trasformazione concettuale della Fondazione stessa. Non si può pensare di tentare (sottolineo: tentare) di legare ad esempio la direzione di Mps (banca) al territorio, però poi far uscire la Fondazione stessa non seguendo l’aumento di capitale. E questo discorso va legato ad uno più profondo. Il problema è, è stato e sarà non tanto il legame della politica (leggi: le istituzioni, senesi e non, o i partiti, Pd in testa, ma non solo) alla Fondazione e, di conseguenza, alla banca; ma la “cattiva” politica, intesa come mancanza di lungimiranza, alle stesse. La Fondazione resta nominata dagli enti locali (Clarich come Antonella Mansi, tanto per capirsi) ed anche se deve e dovrà conservare autonomia decisionale, altrettanto deve “equilibrarsi” con gli enti nominanti (e quindi con le amministrazioni e, quindi, in ultima filiera con i partiti, tutti compresi, a seconda del peso elettorale: non lo dico io, lo dicono le “norme”), perlomeno dialogarci. Leggo e vedo che, da una parte, si chiede distanza fra politica e banca; dall’altra si invoca (a questo o a quello) di intervenire. Facciamo pace con il cervello e decidiamo: forse l’equilibrio c’è, è quello fra “buona” e “cattiva”. Perchè di politica, comunque, si parla.

Ps uno: so di aver saltato la rubrichina “S’io fossi sindaco”, chiedo venia.

Ps due: girovagando per la provincia, si è accesa in Val di Chiana la “diatriba” (si fa per dire) sull’accensione della Croce sul Monte Cetona, fra Sarteano, Cetona, Chiusi. Ogni territorio ha le sue questioni, ci mancherebbe altro. Ma, sinceramente, un dibattito così acceso (per l’appunto) e la nascita addirittura di un comitato…mi lasciano quantomeno perplesso. Senza offesa per alcuno.

Ps tre: dibattito in città sulla “movida-non movida”. A parte alcune posizioni pre concettuali e contraddittorie, bene che se ne parli. Argomento da approfondire ulteriormente (ne avevo parlato più volte, l’ultima qui https://eliofanali.wordpress.com/2015/02/18/sio-fossi-sindaco-locali-in-centro/)

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