La tre giorni e tre ps corposi

Oggi e domani sarò in diretta, praticamente tutto il giorno, dall’evento “Toscana terra del buon vivere” (http://www.exporurale.it/buonviveretoscano.it/) fra Piazza del Campo, Piazza del Mercato e Sala delle Lupe: è l’anteprima di Expo 2015 della Toscana, che ha scelto Siena per questo importantissimo avvenimento. Vi aspetto dunque su Siena Tv e Radio Siena. Vorrei ricordare che si tratta di una manifestazione di particolare importanza e di grande valenza per tutto il territorio, anche per gli sviluppi socio-economici che tale evento può portare. In qualsiasi altra parte dell’Italia o della Toscana avrebbero fatto carte false per una tre giorni del genere, pur con tutti i “se” e i “ma” del caso. Capisco i disagi di chi si vede Piazza del Mercato occupata, ma proviamo ad aprire perlomeno ogni tanto a guardare oltre il proprio naso E capire che il “rilancio” passa anche (non solo, ma anche) da queste cose. O preferiamo il deserto dei Tartari?

Ps uno: ho letto con grande interesse il comunicato del Comitato “La Mens Sana è una fede” (che potete leggere qui http://www.sienasport.it/inchiesta-time-out-lappello-del-comitato-la-mens-sana-e-una-fede/). Comitato che, peraltro, sia in passato che attualmente (ad esempio con la sottoscrizione per il riacquisto dei trofei sequestrati) ha portato e sta portando avanti battaglie interessanti e condivisibili. Sul suddetto comunicato, tuttavia, avrei qualcosina da dire, sebbene solo su parte di esso, mentre alcune altre parti mi trovano d’accordo. In particolare su questo passaggio: “..chiediamo anche un’eventuale disponibilità da parte degli stessi inquirenti ad effettuare un incontro informativo riguardante la tempistica dell’inchiesta”. Sono per il rispetto assoluto dei ruoli: i tifosi possono, perfino devono, fare appelli, alla stampa, agli inquirenti, alle istituzioni, alla politica, a chi vogliono. Ma lì mi fermerei. Gli inquirenti facciano il loro mestiere, nei tempi e nei modi che ritengono giusti e compatibili con il loro lavoro. A ognuno il suo, insomma. Non confondiamo la trasparenza: la democrazia (e, quindi, la trasparenza) si basa (no) sulla divisione (assoluta) dei poteri, Montesquieu insegna. Sarebbe argomento di un bel dibattito cittadino.

Ps due: imperversa il dibattito (si fa per dire, visto i contenuti…) sul bike sharing (peraltro sono stato il primo a segnalare le colonnette…). Per completezza riporto questo articolo (http://www.i-siena.it/2015/03/siena-bike-sharing-elettrico-mancuso-la-citta-verso-il-futuro-la-smart-city-e-sempre-piu-realta-siena/). Chiudo con una mia opinone (quindi di poco valore): all’epoca anche la Ztl fu contestata, in maniera quasi violenta…l’innovazione porta sempre dibattito. Magari fosse più approfondito….

Ps tre: siccome solo per la pluralità, sull’argomento dell’ostello al Santa Maria della Scala (di cui ho scritto e che mi ha “regalato” qualche perplessità..), riporto il pensiero del sindaco Bruno Valentini su Fb: “Leggere che alcuni rappresentanti degli albergatori sono contrari alla realizzazione da parte del Comune di un ostello per la Francigena mi lascia basito. Basterebbe guardare alla straordinaria esperienza spagnola del Cammino di Santiago di Compostela per comprendere che non esiste concorrenza fra ricettività ordinaria ed accoglienza “povera” per viandanti ed escursionisti a piedi od in bici. Al contrario la potenza attrattiva del Cammino o della Francigena fa da volano per l‘offerta alberghiera complessiva perché consente un plusvalore che oggi è fondamentale per catalizzare l’attenzione in mezzo all’offerta turistica mondiale. Solo chi non conosce le modalità dell’accoglienza “povera” degli ostelli lungo la Francigena può pensare che trenta posti letto in camerate collettive sottraggano domanda ad un albergo, ad un agriturismo o ad un bed and breakfast. La collocazione dell’ostello nel complesso del Santa Maria della Scala (in una parte laterale) è coerente proprio con la sua origine e funzione: l’ospitalità per chi arrivava da lontano e viaggiava verso Roma, verso la tomba di San Pietro. Alle motivazioni interiori oggi si aggiungono altre ragioni, di turismo culturale ed ambientale. Il progetto della Via Francigena è una priorità per la Toscana e Siena è capofila di questo progetto che ha già consentito di intercettare fondi europei per milioni di euro, da spendere a questo scopo e non altro (infatti fa sorridere leggere di chi dice che c’è sempre qualche destinazione più importante, come ad es. gli asili nido, ignorando che i finanziamenti non sono intercambiabili a piacimento). Concludendo, sono in corso lavori che consentiranno di recuperare locali in stato di grave degrado, con un messaggio di accoglienza rivolto ai giovani di tutto il mondo che vogliono conoscere Siena e l’Italia camminando e pedalando. Tutto il Paese si sta organizzando per strutturare un’offerta specifica che non può essere garantita dagli alberghi tradizionali che invece saranno avvantaggiati dall’eco del mito della Via Francigena che attirerà altri turisti, per il messaggio culturale che trasmette. Nell’ambito di Siena Capitale italiana della Cultura 2015, lanceremo la proposta di un pellegrinaggio da Siena e dalla Toscana per arrivare a Roma l’8 dicembre in coincidenza per l’inizio del Giubileo. Magari partendo da Siena il 1 dicembre per Sant’Ansano , patrono della nostra città”.

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6 risposte a La tre giorni e tre ps corposi

  1. Magico Vento ha detto:

    Mi permetto un commento partendo dall’argomento, l’ostello all’interno del SMS dove avendo solo letto quello che è stato riportato potrei essere facilmente impallinato Ma tant’è. Bruno Valentini, arrivando a Siena pare che si sia portato in dote questo progetto della Francigena. Che rispetto anche perché io, come credo molti altri cittadini senesi, non conosco appieno in tutti i suoi risvolti. Tuttavia pongo il seguente quesito: qualora, una volta tanto nella vita e, dico, finalmente, si volesse provare a percorrere la strada del turismo religioso a Siena ( che con la Francigena, per bocca dello stesso Valentini, sarebbe solo turismo di passaggio nel cammino verso Roma) siamo sicuri che la Francigena “avendo la senesissima Santa Caterina Patrona d’Italia e Dottoressa della Chiesa e San Bernardo Tolomei con il percorso fino all’Abbazia di Monte Oliveto” possa assurgere a cavallo di battaglia per lo sviluppo turistico della città. Non dico non possa o debba contribuire ma il dubbio che mi viene ( a Valentini folgorato sulla Francigena invece no) è se per caso non stiamo lasciando indietro qualcosa di molto più importante che certamente fino ad oggi non è stato valorizzato a dovere. Tornando poi all’ostello aggiungo la domanda: ce lo facciamo perché non sappiamo pensarci altro o mancano veramente 30 posti letto in città?
    Saluti

  2. Santimanio ha detto:

    giustissimo che gli inquirenti facciano gli inquirenti e i tifosi i tifosi tuttavia vorrei suggerire ai lor signori di darsi una svegliatina visto che ormai è già passato un anno e non si è più sentito niente di niente; non vorrei che finisse come tante altre vicende di questà città; a buon intenditor…..

  3. Santimanio ha detto:

    riguardo alle colonnette x le bici elettriche sinceramente avrei preferito che prima avessero pensato alla ristrutturazione delle strade il cui asfalto, nella maggior parte di esse, è in condizioni, a dir poco, pietose; già sono assai pericolose x i motorini, figuriamoci x le bici

    • eliofanali ha detto:

      Solo una chiosa. In teoria puoi avere ragio: meglio le strade delle bici. In pratica la cosa è diversa: i finanziamenti ottenuti da Regione e Comunita’ europea sono per QUEL progetto, non possono essere sterzati sui lavori pubblici e sulle strade. Un po’ come il bando per Ampugnano: Enac fa il bando per quello, non per migliorare strade e ferrovie.

  4. Andrea ha detto:

    Caro Elio, giusto un appunto sul ps relativo all’appello del Comitato Mens Sana. Non correre il rischio di guardare il dito e astrarti dalla luna, come stanno facendo alcuni dei tuoi colleghi (risulta anche a te che un quotidiano senese abbia volutamente NON PUBBLICATO quel comunicato? eventualmente informati e facci sapere), magari l’invito dei tifosi al dialogo con gli inquirenti è improprio (e comunque, se hai letto bene, c’è scritto “nel pieno rispetto dei ruoli, degli ambiti e delle procedure di competenza, chiediamo anche un’eventuale disponibilità da parte degli stessi inquirenti ad effettuare un incontro informativo riguardante la tempistica dell’inchiesta”, quindi mi pare abbastanza chiaro che i tifosi non hanno la pretesa di sostituirsi a niente e nessuno…oltretutto gli inquirenti sanno il fatto loro, sono professionisti adulti e vaccinati, possono raccogliere o meno certi inviti, oppure nemmeno si può osare di avvicinarli??), ma tutto il resto è terribilmente condivisibile.
    Più passa il tempo, più silenzio i media fanno sulla questione, più c’è puzzo di prescrizione. Calciopoli docet.

    • eliofanali ha detto:

      Caro Andrea, alcune precisazioni. Sulle scelte che fa o non fa un quotidiano io non posso sapere: ci sono un direttore responsabile e un editore, io sono al massimo un umile collaboratore e niente più. Quando mi faranno direttore (credo mai) di una testata saprò rispondere (di quella testata). Sull’altra questione, che è quella che mi preme. Non confondiamo la trasparenza e la democrazia con l’invasione di campo. In quale mondo “normale” un gruppo di tifosi chiede agli inquirenti un incontro “informativo sui tempi dell’inchiesta”? I tempi dell’inchiesta dipendono da mille motivi, gli inquirenti non sono tenuti a darli alle parti chiamate in causa (ipotesi di reato o parte lesa), non comprendo, sinceramente, perchè debbano darli ai tifosi in un incontro formale-ufficiale. Nessuno ha detto che i tifosi vogliono sostituirsi e, appunto, gli inquirenti sono “grandi e vaccinati” e possono scegliere se raccogliere o meno certi inviti. Ma in uno Stato normale, che si definisce democratico e costituzionale, secondo il mio modesto parere tale invito è improprio. Non è questione di “osare di avvicinarli”, ci mancherebbe, è questione, per l’appunto, di quel rispetto dei ruoli invocato. Ognuno, dunque, faccia il suo “mestiere”: come ho scritto i tifosi facciano tipo e comunicati, tramite i quali esprimere legittime opinioni (compresa quella di tenere gli occhi aperti sull’inchiesta); gli inquirenti il loro, senza “perdere tempo” (lo metto fra virgolette per capirsi) con l’aggiornamento sui tempi ai tifosi stessi. Per finire: i media possono aiutare, ma la prescrizione arriva non certo per loro “colpa”.
      Saluti e grazie del commento, come sempre disponibile a parlarne anche a voce
      Elio

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