Taverne: ci siamo? (e due ps)

Non sono molto in vena di polemiche e di analisi approfondite, anche se di argomenti ce ne sarebbero a bizzeffe: come accennavo la scorsa settimana da Fruendo alla Corte dei Miracoli, dalla Casa Famiglia di Montalbuccio al bilancio comunale e di Mps, passando per quello (approvato oggi) dell’Università di Siena (http://www.unisi.it/unisilife/notizie/approvazione-bilancio-2014). Proverò nei prossimi giorni a snocciarli quasi tutti. Oggi (ri)parto dalla questione Taverne d’Arbia e del centro sportivo (cui parlo in maniera approfondita nel libro “Robur Anno Zero” con Filippo Tozzi, volume che ha compiuto da poco un anno) che doveva essere dell’Ac Siena. E’ già un po’ datata (16 aprile) e forse passata un po’ in sordina, la notizia che gli impianti del “fu” centro bianconero (Ati con l’Asta Taverne, lavori iniziati e mai finiti, ma nel frattempo società arancioblu sloggiata) siano tornati di proprietà comunale. Può sembrare solo un passaggio formale (effettuato con il curatore fallimentare dell’Ac Siena spa – altro argomento molto interessante, peraltro), ma è di fondamentale importanza per provare ad arrivare alla fine del tunnel. La cosa, unita al recupero dell’importo di 200mila euro garantito dalla fidejussione, può permettere all’amministrazione di provare a capire come uscire dalla galleria. La cifra sopradetta non basta assolutamente per completare l’opera: per rendere “sana” la struttura ci vogliono almeno seicentomila euro. Può essere un inizio per recuperare almeno parte della struttura, in particolare gli spogliatoi. In ogni caso resta da capire, nelle asfittiche casse comunali, come e dove reperire il resto dei soldi per riconsegnare la struttura alla fin troppo ferita comunità di Taverne d’Arbia. A meno che non ci siano altre idee (privati?) per chiudere una vicenda che rimane complicata. Soluzioni che comunque non dovrebbero coinvolgere l’attuale Robur Siena, che pare orientata su altre ipotesi (da Sovicille a San Miniato, quest’ultima soluzione di concerto con l’amministrazione).

Ps uno: mi segnalano ulteriori commenti sul sottoscritto nel blog dell’Eretico. Sinceramente e bonariamente non ho più voglia di provare a confrontarmi con chi ha sempre e comunque ragione, di qualsiasi cosa si parli, dai commenti alla Bibbia, passando per lo scibile umano, non ammettendo visioni diverse. Tanto, per l’appunto, hanno sempre ragione e noi, poveri ingnoranti non illuminati dalla luce della (loro) ragione, torto. Fine delle trasmissioni, non passo e chiudo.

Ps due: più passano i giorni, meno mi appassiona la campagna elettorale per le regionali. Da qualsiasi parte mi giri e in qualsiasi schieramento guardi, vedo e leggo baggianate e slogan su slogan. “Non mi avrete”, personalmente parlando. Professionalmente è un’altra cosa, ovvio.

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4 risposte a Taverne: ci siamo? (e due ps)

  1. postpank ha detto:

    Solo per precisare: l’AC Siena Spa ha un liquidatore, non un curatore fallimentare.
    Ho visto la struttura, c’è molto lavoro da fare in gran fretta, prima che quello che c’è di salvabile si deteriori.

  2. Piolo ha detto:

    Ce l’ha con me?

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