Salvini, i manifestanti e quel gesto

Siena ancora protagonista. Stavolta per gli scontri fra manifestanti e polizia, durante un comizio (quello di chiusura) di Matteo Salvini. C’ero, per lavoro, quindi su questo blog riporto i fatti, edulcorati da qualsiasi tipo di valutazione di parte, ma come li ho vissuti in maniera diretta. Poi un paio di commenti. E, soprattutto, un gesto.

I manifestanti. Non più di cinquanta all’inizio, ridotti ad una venticinquina poi. Principalmente studenti fuori sede, qualche volto più noto, ma il più anziano non superava i venticinque anni. Agitavano cartelli con scritte “Je suis Rom” o “Siamo tutti terroni e clandestini” e cose del genere, più uno striscione. Niente bandiere.

I leghisti. All’inizio una trentina, almeno i “militanti” nel senso stretto del termine, cioè quelli con maglie, fazzoletti verdi e bandiere, cui aggiungere tre/quattro di Fratelli d’Italia e, successivamente, l’estrema destra di Sovranità.

Il comizio. All’inizio del comizio, fatto partire intorno alle 18 con i rappresentanti senesi, la piazza ha registrato maggiori presenze, ma, obiettivamente, tantissimi erano i curiosi, molti gli “imbottigliati” dalle transenne e dagli automezzi della polizia per il Corso di Siena. Approssimando per eccesso credo che gli interessati non fossero più di duecento, anche se questa quota comprende diversi operatori dell’informazione e qualche “infiltrato” della Digos. Buoni numeri di questi tempi, soprattutto se in riferimento ad altre manifestazioni della Lega con lo stesso Salvini (ad esempio davanti alla sede di via Mazzini del Mps qualche settimana fa, ero anche lì).

Il fatto. I manifestanti, che  dalle 17 circa hanno percorso tutto il cammino da Banchi di Sotto a Banchi di Sopra, sono stati fatti arrivare fino a pochi metri da piazza Salimbeni, dove sono stati bloccati da transenne e forze dell’ordine. Da lì sono partiti cori e offese (anche personali) da entrambe le parti, con i poliziotti a fare da cordone e a provare a calmare le acque. I leghisti hanno chiesto di allontanare di qualche metro la manifestazione per far svolgere il comizio in “tranquillità”. Dopo qualche consulto e qualche minuto, gli agenti si sono vestiti con caschi e scudi e hanno cominciato a spingere indietro i manifestanti. Tensione molto alta, parole di troppo, spinte varie, alla fine è partita una carica (“carichetta” la definirei, viste le altre che ho visto dal vivo). Eccessiva? Vista la situazione (età dei manifestanti compresa) probabilmente sì, visto il contesto difficile dare un giudizio completo.

Il commento. Sono per la libera manifestazione del pensiero. Più che legittimo il comizio di Salvini, più che legittima la contestazione (anche se mi dicono non sia stata “manifestazione autorizzata”). E’ chiaro che il clima di questi tempi non sia propriamente dei migliori per cose del genere (lo è mai stato?). Mi permetto di dire una semplice cosa: per evitare ogni tipo di problema, forse, sarebbe bastato non far arrivare i manifestanti fino a due metri da Piazza Salimbeni, ma fermarli, per esempio, all’altezza dell’Arco dei Rossi o un po’ più in là. Avrebbero comunque manifestato, Salvini avrebbe fatto il suo comizio e tutti a casa.  Alla fine il risultato è invece stato: centro storico semi-bloccato per mezza giornata, Salvini che ha avuto visibilità nazionale, manifestanti che sono stati caricati.

Il commento più “profondo”. Tanta tristezza, sinceramente. Perchè lo “scontro” politico si è ridotto non solo a meri slogan privi di approfondimento e contenuto, ma anche a gesti da bar e da stadio e a prove di forza. Il gesto simbolo di un pomeriggio di mezza follia è stato questo, senza dire da che parte fosse della “barricata”: un uomo, di almeno 5o anni, che con il figlioletto sulle spalle si è avvicinato ad una transenna e ha alzato entrambe le dita medie, inveendo contro gli “avversari”. Non l’ho visto solo io (http://www.agenziaimpress.it/figlio-sulle-spalle-e-dita-medie-alzate-a-lezione-di-odio/). Ma se questa è la lezione che diamo, andrà sempre peggio. E prima di toccare il fondo si potrà sempre scavare. Amaramente, credo che questa città abbiamo bisogno di uno bravo. In psichiatria.

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2 risposte a Salvini, i manifestanti e quel gesto

  1. ilsanto5 ha detto:

    Il genitore in questione è un DEFICIENTE nel senso latino del termine…

  2. Santimanio ha detto:

    mi auguro che da parte di chi governa questa città ci sia stata una condanna verso questi incivili che disturbano chi esprime democraticamente il proprio parere

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