Tls-Siena Biotech: qualcosa si è mosso

Non è una soluzione che risolve tutti i mali, non è una soluzione che cancella gli sbagli del passato. Ma certo ci mette una pezza, soprattutto per parte di coloro che si sono ritrovati senza lavoro. Ed è anche una soluzione che prova a mettere le basi per uno sviluppo futuro, senza il “fiato corto” delle erogazioni a pioggia e a fondo quasi perduto. Sto parlando dell’accordo che ha permesso da lunedì alla Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) di prendere in gestione il Medicines Research Centre della Siena Biotech Spa, società di ricerca in stato di fallimento, garantendo la continuità delle attività che TLS già svolgeva all’interno dell’edificio e assumendo undici degli ex dipendenti. L’accordo raggiunto  con il curatore fallimentare, di durata triennale, permetterà a TLS di potenziare la propria capacità d’incubazione, mettendo a disposizione della ricerca pubblica e privata qualificati spazi di laboratorio e progettazione nel campo delle scienze della vita, di attrarre investimenti e progetti innovativi di ricerca e sviluppo sul territorio e di erogare servizi conto terzi con la logica dei laboratori e delle piattaforme ad accesso aperto. Proprio questo aspetto mi pare particolarmente interessante: attrarre investimenti (pubblici o privati) per lo sviluppo. E’ bene ribadire che, nella soluzione individuata, ha assunto un ruolo decisivo la Regione Toscana, che ha già messo a disposizione di TLS, per tramite dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, le risorse necessarie per il primo dei tre anni di attività previsti del piano strategico presentato. L’intervento congiunto di Regione e Azienda Ospedaliera, entrambe firmatarie del “Protocollo di valorizzazione del Polo senese delle Scienze della Vita”, dà concretezza all’obiettivo di integrare le competenze, gli spazi, le piattaforme e le infrastrutture tecnologiche di ricerca delle due strutture, per potenziare le capacità di attrazione e di supporto alla nascita e allo sviluppo di imprese innovative nel settore, ma anche per razionalizzare e rendere più efficiente il loro utilizzo condiviso, attraverso la costituzione di partnership pubblico-privato. Come detto con la presa in gestione dell’edificio, Fondazione Toscana Life Sciences assumerà, entro il 15 luglio, anche undici dipendenti della ex Siena Biotech, che portano in dote elevate competenze specialistiche. Non si cancella il passato, ma si riparte. E’ qualcosa.

Ps: al momento niente assessore senese nella giunta di Enrico Ross in regione, anche se nei prossimi giorni l’ottavo nome potrebbe arrivare proprio da questo territorio. Stefano Scaramelli, capolista e recordman di preferenze, in campagna elettorale non aveva nascosto questa ambizione in caso di “boom” elettorale ed infatti il segretario Guicciardini lo spinge verso questa soluzione. Rossi potrebbe preferirgli una donna e per questo il Pd di Siena avrebbe avviato l’ennesima “discussione interna” per usare un eufemismo, con proprio la parte che fa riferimento al neo consigliere che sponsorizzerebbe Antonella Mansi, mentre altra parte dei Dem sarebbe su Monica Barni. Per il momento, in ogni caso, tale “discussione interna” non ha portato a niente. E non è una novità. Viva la discussione interna. Poi pensare a quello che c’è da fare per il territorio, no?

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