In bici e un ps

Premessa personale: a me piace, farò l’abbonamento annuale (30 euro) anche solo per provare. Che in italiano ha un significato preciso, peraltro. Premessa generale: non è questa la panacea di tutti i mali. Detto questo ieri sono stato alla presentazione del progetto “Si Pedala”, di cui leggerete resoconti, funzionamento e quant’altro sulla stampa locale di oggi. Mi permetto solo di fare alcune considerazioni, la prima delle quali è: leggete attentamente il progetto (non è complicato), poi date un giudizio, perchè altrimenti si rischia di fare affermazioni buttate a caso, ma si rischiano soprattutto figurette. Secondo me l’idea c’è: quella generale, di rendere cioè Siena “capitale” di una mobilità “dolce” che ben si concilia con il centro storico e con il territorio provinciale; certo questo è solo un primo passo in un progetto generale che deve migliorare su tanti altri aspetti (treno, per esempio). E l’idea più particolare, perchè il bike sharing proietta, con fondi dedicati europei e regionali, Siena ai livelli delle capitali europee, anche dal punto di vista turistico. Non è uno spot elettorale dietro il quale nascondere tutto, ma questo non significa che non sia una buona idea. Poi certo ci sono quelli che quando sono stati installate le colonnette hanno tolto posto ai motorini; poi non c’erano le bici; poi ci sono ma sono poche; poi ci sono, sono poche, ma qualcuno le rovinerà o le ruberà; poi ci sono, sono poche, ma qualcuno le rovinerà o le ruberà e costano troppo;  poi ci sono, sono poche, ma qualcuno le rovinerà o le ruberà e non costano troppo, ma chi le pagherà; poi ci sono, sono poche, ma qualcuno le rovinerà o le ruberà e non costano troppo, ma chi le pagherà e l’appalto chi l’ha vinto; poi ci sono, sono poche, ma qualcuno le rovinerà o le ruberà e non costano troppo, ma chi le pagherà, ma l’appalto chi l’ha vinto e poi il Mps, il Pd, la Festadellunita’, il cignonero, i cestinipieni, noncisonocinemi e il sistemaSiena….

Ps: finalmente qualcosa si muove a Taverne d’Arbia. Con fatica, con difficoltà, ma si vede la luce in fondo al tunnel: http://www.astataverne.it/impianti-di-taverne-al-via-le-operazioni-di-pulizia-e-taglio-erba.html#n.

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5 risposte a In bici e un ps

  1. UnoQualunque ha detto:

    Beh, se l’ obiezione “qualcuno le rovinerà o le ruberà” dovesse malauguratamente e in tempi brevi rivelarsi azzeccata non mi sembra un dettaglio alla “cestinipieni” o “noncisonocinemi”.

    • eliofanali ha detto:

      Quindi secondo lei non bisogna attivare le bici elettriche perchè c’è questo rischio? Allora non facciamo le case, c’è il rischio che entrino i ladri.
      Saluti

      • UnoQualunque ha detto:

        Non intendevo questo, intendevo dire che quando si decide di fare qualcosa, soprattutto utilizzando soldi pubblici, bisogna cercare di comprendere se questi saranno un investimento duraturo o semplicemente uno dei tanti sprechi.
        Se fra un anno il servizio dovesse non esistere più causa furti e atti vandalici si rivelerà vera la seconda ipotesi e chi non l’ha valutata non potrà giustificarsi con l’imprevedibilità di tale conclusione, dal momento che da molti è stata prevista.
        La sua risposta mi da l’impressione che quando lei legge i commenti non pensa a quello che contengono ma a cosa rispondere.
        Se dovessi utilizzare il suo stesso metodo le direi: “Lei quando esce da casa sua chiude la porta? Perché lo fa, tanto i ladri potrebbero entrare comunque…”
        Nessuna legge mi vieta di andare di notte alle 3.00 nel quartiere più malfamato di Bogotà sfoggiando un bel Rolex d’oro al polso, ho tutto il diritto di farlo e nessuno, per questo, ha diritto di molestarmi,
        Ma se poi mi capita qualcosa di sgradito e gli amici mi dicono che sono stato una fava posso rispondere che è colpa del destino cinico e baro?
        Saluti

      • eliofanali ha detto:

        Mi scusi, ma il problema lo ha posto lei in quei termini. Il problema è cercare di capire quanto il gioco valga la candela. Cioè, nel caso specifico, se ho un’idea di sviluppo che passa anche attraverso le bici elettriche, vale la pena tentare, anche a fronte del rischio di cui parla lei, oppure no? Non vorrei, infatti, che il suo ragionamento fosse figlio della politica del freno a mano tirato, cioè del fatto che qualunque sia l’opportunità ci sia sempre e comunque una dis-opportunità. Il rischio c’è, spero sia stato preventivato e spero sia stata fatta una valutazione rischio-beneficio. Purtroppo viviamo in una città in cui qualche genio della politica si potrebbe anche mettere a rovinare le bici per poi dare colpa all’amministrazione. Sto scherzando, ma non troppo.
        Saluti e grazie dei commenti

  2. Pingback: PRIMA | La Martinella di Siena

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