Positivo e negativo (e tre ps)

Dunque Alessandro Profumo chiude la sua carriera a Siena, alla guida del Monte dei Paschi. Ai posteri l’ardua sentenza sul suo operato. Serve obiettività di giudizio in questi casi, soprattutto evitando di ergersi a economista-analista, come fanno in molti (dopo la crisi greca su Facebook eravamo tutti laureati in economia internazionale) e senza giudizi “di colore”. Di certo Profumo ha ereditato una situazione più che disastrosa, con la banca sull’orlo del “fallimento” e in crisi più che profonda. Colpa di quelli che c’erano o colpa del mercato, ai fini del giudizio su Profumo poco importa (importa ai fini di quelli che c’erano prima). Di certo la situazione della banca adesso è migliorata (lo dicono, per il momento, i dati dell’ultima trimestrale e altri generale). Di certo per arrivare a questa situazione ci sono voluti sacrifici dolorosissimi: dei lavoratori in primis, del territorio in secundis. Sacrifici profondi, che avranno effetti anche in futuro. La banca è cambiata, parecchio. Saranno migliorati i conti, ma in generale per i senesi la situazione è cambiata in peggio, anche se la condizione di appena qualche anno fa pareva del tutto insostenibile. E’ un po’ la storia degli aumenti di capitale: se ci sono voluti è un “male”, perchè la banca è stata in sofferenza, se sono stati coperti in qualche modo è un “bene”, perchè vuol dire che il mercato ha creduto nel rilancio. Per cui mi sembra complicato tranciare un giudizio, sia esso del tutto negativo, sia esso del tutto positivo e bisognerà probabilmente aspettare ancora un po’: la “carriera” di Profumo, paradossalmente, non si esaurisce qui. Di certo restano alcune questioni in sospeso: le sofferenze della banca ancora in pancia, la direzione generale e il legame con il territorio. Sulle azioni della magistratura Profumo può e poteva poco: non mi pare che un presidente di banca possa accelerare o decellerare le azioni dei Pm. Così come la politica: fuori o dentro la banca? Forse sarebbe meglio distinguere fra la “buona” poltiica e la “cattiva” politica. Ma ahimè questa distinzione diventa complicatissima al giorno d’oggi.

Ps uno: ho letto sul “Corriere di Siena” come il consigliere regionale Stefano Scaramelli ritenga”inaccettabile” che non venga organizzata la Festa del Pd a Siena. Credo che dall’alto delle sue quindicimila preferenze raccolte, Scaramelli abbia competenza, capacità e possibilità di capire perchè non venga fatta e, di concerto con la segreteria provinciale, eventualmente organizzarla.

Ps due: sempre sulla stampa locale leggo alcuni interventi di chi “contesta” il bike sharing, ritenendo che sia pagato dalle multe fatte ai cittadini o sollevando eccezioni tipo quella assicurativa. Sulla seconda questione, come ho già detto, sarebbe interessante prima leggere il progetto e poi parlare, evitando così figurette: le bici sono assicurate. Ricordo poi che i bilanci comunali non sono partite di giro, tipo quello che entra da una parte viene convogliato su un’altra e unica. Le multe non finanziano uno specifico progetto, ma vanno nel computo generale. C’è la Corte di Conti che sorveglia, peraltro. Anche a Siena.

Ps tre: il blog si prende un (meritato?) riposo. Nei prossimi giorni eventuali aggiornamenti filosofici e poco altro.

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3 risposte a Positivo e negativo (e tre ps)

  1. Marco ha detto:

    se Profumo ha fatto bene o meno bene lo sapremo in seguito. Certo è che la banca è persa per sempre. La banca non è piu’ di Siena e certamente tutte le responsabilità sono da attribuire alla gestione precedente che con azioni da mestieranti da strapazzo hanno sperperato quanto accumulato in oltre 500 anni. Sentire parlare di responsabilità del mercato è una offesa alla città di Siena ed ai senesi. Altra cosa da sottolineare è il mantenimento del 1,5% da parte della fondazione. Una insignificante percentuale, a mio avviso, da dismettere subito e mettere a reddito quei quattro soldi che rimangono togliendo immediatamente clarich il cda e compagnia cantando che costano soldoni e basta. Insomma i noti poltronifici piddini che servono solo a compiacere i soliti noti.

    • eliofanali ha detto:

      “Di responsabilità del mercato” non ho ovviamente parlato io. La banca non è piu’ di Siena e l’unico legame puo’ essere rappresentato da quel minimo di Fondazione che c’è e da una direzione generale che “deve” rimanere a Siena. Cosa secondo me molto difficile. Come fare? Deve intervenire, come dicevo, la “buona” politica. Su Fondazione la sua puo’ essere un’idea, io non dismetterei, ma non sono cosi’ economista per capire bene cosa fare. Su Clarcih e le poltrone temo che non ci sia piu’ trippa per gatti. E che quei “soliti noti” fossero tanti, non solo del Pd.
      Saluti

  2. il legame con Siena più che quell’1,5% lo rappresentiamo noi (circa) tremila degli oltre 24mila dpendenti totali che (dopo lungo peregrinare) abbiamo la sede di lavoro nella città, vicino ai nostri cari che per troppo tempo e con l’illusione di investire per tempi migliori, abbiamo avuto lontani da noi.
    Per tenere fuori la cattiva politica si poteva fare di più, vista la protervia con cui si è emarginata quella buona, talentuosa, risolutiva e meritoria di quel poco che è stato pulito… vuol dire che se si voleva.. la cattiveria non mancava!!

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