Delega e droghe (e quattro ps)

Tanti argomenti dopo il ritorno dalle ferie estive e mentre i giorni (impegnativi) di Palio incombono. Ne scelgo uno abbastanza slegato (ma non troppo) dal territorio senese. Le morti per droga nelle discoteche e la conseguente, al momento unica, scelta di chiuderne una, il famoso Cocorico’ di Riccione. Nel rispetto del dolore delle famiglie, credo che il problema non sia chiudere o non chiudere un locale. Le discoteche e dunque chi le gestisce devono rispettare certe regole, come tutti, che riguardano gli obblighi di legge e, naturalmente, il fatto che certe sostanze non debbano circolare. Controllo e repressione non sono però atti ascrivibili alle discoteche stesse, ma semmai ai controlli delle forze dell’ordine. Ma allargo il discorso: il problema non sono le discoteche, il problema è endemico, culturale. Fino a quando non si attueranno politiche serie di educazione, di sensibilizzazione, sulle problematiche delle droghe sintetiche e sul loro uso, cambierà molto poco. Chiusa una discoteca ce ne sarà un’altra. Chiuse tutte le discoteche, ci saranno i rave. Chiusi i rave ci saranno i boschi, i locali, le case, i bar, le spiagge. Non è il luogo a creare l’occasione, ma la cultura. Poi se sia necessario dare un segnale forte alle famiglie o alla società, si possono anche chiudere certi locali a tempo. Ma rimane un fuoco di paglia: ci si scalda per qualche tempo, poi tutto ricomincia da dove si è concluso. A me pare sia una “delega” che si gira ai gestori dei locali. Un compito che invece dovrebbe essere svolto da famiglia e società.

Aggiornamento: sull’argomento, peraltro, come per altre cose, bisognerebbe attendere un po’ prima di sparacchiare cavolate su Fb. Vedere qui (http://bari.repubblica.it/cronaca/2015/08/11/news/ragazzo_morto_al_guendalina_aveva_cardiopatia-120796258/)

Ps uno (ironico): ma il palio delle rane domenica come è andato? Ci sono stati  i contestatori strombazzati su facebook o sono rimasti al mare? Ottimo articolo stamani sul “Corriere di Siena” , firmato da Sonia Maggi.

Ps due: il Drappellone di Elisabetta Rogai ha suscitato, come al solito, giudizi negativi e positivi. Qualcuno sui social ha fatto riferimento al ritratto di Renzi, qualcun’altro ad altri Drappelloni oppure a presunte o vere “ispirazioni” dell’artista. Tutte cose già successe in passato, di esempi ce ne sono tanti: Tadini e Borgianni, per far riferimento a due Drappelloni a me molto cari. Il Cencio può piacere o non piacere, del resto è nella storia del Palio; il suo valore resta intrinseco.

Ps tre: segnalo molto volentieri questo articolo di Viola Lapisti (https://wunderbarsi.wordpress.com/2015/08/07/della-senesitudine-di-viola-lapisti/)

Ps quattro: interessante considerazione de La Martinella sul parroco di Staggia (https://lamartinelladisiena.wordpress.com/2015/08/10/4-figli-e-il-parroco-di-staggia/)

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