Giusto processo (e tre ps)

Fra quelli che si indignano (ma il verbo non mi pare appropriato, vista la scaristià di contenuti del “dibattito”) per le installazione di Clet e questi che lo fanno per l’Eroica (e domani per l’Ecomaratona, statene certi) è passata quasi sotto silenzio la notizia data dal “Corriere di Siena” lo scorso venerdì (http://corrieredisiena.corr.it/news/home/199071/Ampugnano–prescritto-il-reato-di.html) e quella pubblicata dallo stesso giornale ieri mattina sulla prescrizione di alcuni reati per abusi edilizi. Niente (o poco) “scangeo”, anche politico. Forse perchè, in questi casi, non c’è un “sistema Siena” contro il quale scagliarsi (anche se spesso – quasi sempre – chi lo fa ne ha fatto in qualche modo parte direttamente o indirettamente in passato, qualcuno addirtittura pure nel presente). Bensì perchè ci sarebbe in questi casi da scagliarsi certo contro un sistema  (questa volta il termine è più che giusto), ma non quello specifico del senese, ma quello della giustizia italiana. Che più o meno tutti i partiti politici, quindi anche qualcuno nell’opposizione senese, oltre che quello di maggioranza, hanno contribuito a non riformare, almeno che non ci pensi San Matteo nei prossimi mesi. E non sto facendo riferimento solo ai termini di una prescrizione che secondo alcuni può essere troppo corta. Ma al concetto di “giusto processo”, contenuto nei principi costituzionali:  dall’articolo 24 per proseguire poi con l’’articolo 111 che, nel testo novellato dalla legge costituzionale del 23 novembre 1999 n. 2,  dopo aver sancito che “la giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge”, stabilisce che “ogni processo si svolge nel contraddittorio delle parti, in condizioni di parità, davanti ad un giudice terzo ed imparziale. E che la legge ne stabilisce la ragionevole durata”. Per la dignità di un imputato, dunque, è giusto che ci sia un termine temporale del procedimento. Giustizia e giustizialismo non si devono confondere e, come per altri principi, c’è da stabilire l’equilibrio fra i concetti di “giustizia” e “dignità” dell’imputato. Il problema è che questo equilibrio deve essere regolato dalle leggi e dall’efficacia nel funzionamento della giustizia: di qui tutta una serie di problematiche che necessitano di una riforma vera e propria. E’ comunque da ricordare che prescrizione non significa nè assoluzione, nè condanna.  Ecco di indignazioni ne ho viste tante in questi anni. Alcune legittime, altre un po’ meno. Poche con equilibrio e senso civile. Questa, forse, sarebbe stata una. Senza ineggiare ai complotti o ai “sistemi”. E senza tirare per la giacchetta la Procura e il Tribunale, che sono “buoni” o “cattivi” a seconda. O sempre, o mai.

Ps uno: l’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi (parte del suo intervento qui: http://www.gonews.it/2015/10/13/investimenti-sul-territorio-la-saccardi-chiede-un-tavolo-con-il-governo/) ha per il momento gettato acqua sul fuoco sulla possibile “rottamazione” delle Scotte, demandando, di fatto, la questione al governo centrale per l’assenza di (ingenti) fondi. Al di là di come la si pensi (ad esempio https://lamartinelladisiena.wordpress.com/2015/10/12/ben-scottati/), le dichiarazioni della Saccardi gettano anche acqua sul fuoco delle polemiche senesi: ma sicuramente qualcuno saprà come tornare all’attacco lo stesso contro questo o quello.

Ps due: vedo che in giro per il web e sui giornali prosegue la pletora di coloro che vogliono insegnarci “cosa fare, quando farlo e come farlo”, pur essendo loro stessi stati a guidare la barca fino a ieri con addosso qualsiasi colore politico. Ribadisco: è l’ora di lasciare le poltrone e la vetrina, alle quali si è attaccati con la colla, per dare spazio a chi (come la mia generazione) sta arrancando e soffocando. Pur non avendo specifici demeriti.

Ps tre: l’ex Rettore dell’Università Piero Tosi è stato assolto anche in appello dall’accusa di falso ideologico. Fare la fotografia di quello che è successo è una cosa, disegnare trame e “gomblotti” è un mestiere che non mi appartiene, tanto c’è già chi lo fa ampiamente sui social e sul web.

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5 risposte a Giusto processo (e tre ps)

  1. Francesco ha detto:

    Si può avere un link della notizia su Tosi? Quale processo è? Quello della condanna in primo grado a nove mesi?
    Grazie

  2. michelepinassi ha detto:

    Giusta la riflessione sul funzionamento della giustizia. Una settimana fa, con l’ennesimo rinvio del Processo Ampugnano, avevo fatto considerazioni simili:

    http://www.siena5stelle.it/blog/2015/10/01/una-giustizia-garantista-a-vantaggio-dei-ricchi-e-potenti-delinquenti/

    In particolare, “La domanda, retorica, sorge spontanea: a chi conviene una giustizia inefficiente ?”

  3. Pingback: Giustizia e caccia (e due ps) | Il blog di Elio Fanali

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