Vaccinarsi, senza se e senza ma (e tre ps)

Non sono abituato a parlare di cose che conosco poco o di cui non sono informato. Per questo mi affido a chi, soprattutto su argomenti delicatissimi e importantissimi, ha studiato, ha approfondito, ha i titoli per saperne di più. Di questi giorni è il dibattito sul “vaccinarsi sì, vaccinarsi no”. Dal punto di vista scientifico, pubblico il post di Emanuele Montomoli, professore di Igiene e Medicina Preventiva presso l’Università degli Studi di Siena. Dal punto di vista comunicativo vorrei che si ponesse maggiore attenzione: il web non è il Vangelo, prima di credere a tutto quello che viene postato, linkato, pubblicato, annunciato è necessario approfondire, leggere, capire quali siano le fonti. Vale sempre, figuriamoci per questioni così delicate. Ecco il messaggio del prof Montomoli, il quale da una parte chiarisce una volta per tutte la necessità di vaccinarsi, dall’altra offre spunti interessanti: “Ne parlo qui perché è proprio sui social network e sul web che si diffondono con un crescendo inquietante gli allarmismi, le falsità e la cattiva informazione sui vaccini. Sono un docente di sanità pubblica e sono un esperto di influenza e di vaccinazione antinfluenzale. Studio i vaccini da anni, so come se ne testa l’efficacia, conosco quali sono gli effetti. Per questo sento il dovere di oppormi alla pericolosa disinformazione dilagante per sensibilizzare, dal mio piccolo, quanti vivono la vaccinazione dei propri cari – genitori anziani, figli – con grande apprensione. Voglio ribadire che i vaccini rappresentano un successo di enorme portata per la medicina e che la vaccinazione è la strategia di prevenzione più economica, efficace e statisticamente sicura che ci sia, a protezione del singolo e della collettività. La vaccinazione induce una risposta immunitaria che protegge le persone dalla malattia. Il vaccino antinfluenzale è raccomandato nei pazienti con malattie croniche, nei bambini e negli anziani sopra i 65. Nella stagione 2014/15 oltre 6,2 milioni di persone hanno contratto l’influenza, con un incremento rispetto all’anno precedente di 1,7 milioni; il tasso di mortalità è stato 10 volte superiore. La copertura vaccinale, in Italia, negli over sessantacinquenni è scesa dal 70% del 2009 al 49% dello scorso anno. Stiamo assistendo al ritorno di malattie che pensavamo debellate per sempre, come la difterite, si torna a morire di morbillo e di pertosse, il rischio di epidemie nelle fasce deboli è altissimo. I dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità danno al di sotto del 95% le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite, epatite B e pertosse e ancora più bassa (86%) è a percentuale delle vaccinazioni contro morbillo, parotite e rosolia. Sono percentuali che devono farci riflettere. Certo, c’è la cattiva informazione e il terrorismo della rete, ci sono i titoli sensazionalistici dei media che non sempre selezionano con accuratezza le fonti generando panico (il “caso Fluad” è stato emblematico) ma c’è anche poca corretta informazione, manca una grande campagna nazionale sull’importanza della vaccinazione, serve l’approvazione delle regioni su Piano nazionale per la prevenzione vaccinale. Un piano che non si arrenda alle politiche di spending review tagliando sulle coperture destinate alla campagna per la vaccinazione antinfluenzale, dando priorità (come nel caso dell’influenza) a vaccini molto economici che talvolta pagano qualcosa in termini di efficacia rispetto ai vaccini innovativi. Per l’influenza oggi esistono tre prodotti classificati come “potenziati” (uno contenente un adiuvante, uno contenente 4 ceppi invece di tre e uno da somministrare per via intradermica), che purtroppo ancora si aggiudicano percentuali molto basse nelle gare di appalto pubbliche. Domani l’assessore alla salute Stefania Saccardi presenterà la campagna per la vaccinazione antinfluenzale della Regione Toscana, con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero di anziani e persone a rischio. Mi auguro che dalla nostra Regione, come per tanti altri temi in materia sanitaria, possa partire una forte spinta verso una maggiore omogeneizzazione tra territori e una più seria presa in carico, a livello nazionale, dei rischi attuali e futuri di una sottovalutazione. L’auspicio è che la Toscana possa fare uno sforzo in più, nonostante i tagli alla spesa sanitaria imposti alle Regioni, per offrire un’ampia copertura vaccinale, ma anche per rendere disponibili vaccini più innovativi”. Di tutto questo parlieremo, sempre con Emanuele Montomoli, anche stasera su Siena Tv (canali digitali 682 e 669, streaming http://www.sienatv.it) nella mia trasmissione “Il Bianco e il Nero” alle ore 21. Consiglio la visione a chi ha dubbi su vaccini e quant’altro.

Ps uno: ho letto l’interessante resoconto dell’incontro sulla sanità organizzato dall’associazione Confronti (http://www.gonews.it/2015/10/26/le-scotte-lassociazione-confronti-denuncia-buco-di-bilancio-da-22-milioni-a-rischio-15-scuole-di-specializzazione/). Una domanda: ma chi ha gestito fino ad ora le Scotte?

Ps due: quasi mille abbonamenti per “Si Pedala”. Ci saranno pure alcune bici che sono rotte o già da rottamare, ci saranno le salite, ci sarà la pietra serena, i pedoni da rispettare, gli anziani che non le possono prendere, ma il progetto (che ha un respiro europeo, basterebbe ogni tanto guardare fuori Porta Camollia…) piace o vogliamo negare anche questo? Ps sul ps: Non è la panacea di tutti i mali, per essere chiari.

Ps tre: E’ lontana, per adesso, la fusione di Mps. A quanto si legge, almeno, dalle dichiarazioni di Fabrizio Viola (http://www.gonews.it/2015/10/26/monte-dei-paschi-viola-la-consob-non-ci-ha-dato-comunicazioni-sulloperazione-alexandria/).

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