Dono e non difetto (e tre ps, sopratutto uno)

Questa mattina il “Corriere di Siena” dà la notizia di un’assoluzione con formula piena di un dentista, accusato sei anni fa di molestia sessuale. La vicenda – ancora la memoria non mi inganna – suscitò “scandalo”, titoloni, ma soprattutto commenti ironici e accusatori: mi immagino il putiferio se all’epoca fossero andati di moda, come adesso, i social. Il professionista sarebbe stato letteralmente linciato in pubblica piazza. Complici anche i giornali? Può darsi. Certo pure nella carta stampata, a volte, l’equilibrio manca. Ma nel turbinio di opinioni che giocano a nascondino con i fatti, nello sperticarsi a dire la propria chiacchiera da bar, dandole i galloni di “notizia” qualcuno può rimanerci male.  E qualcun’altro potrebbe anche riflettere prima di aprire bocca o di digitare su una tastiera. Questo non significa “censura” o che non ci possa essere il diritto di critica. Significa che ci vorrebbe il “giusto processo”, non solo in tribunale ()e qui è colpa di un sistema che non funziona, come già scritto), ma anche fuori: perchè non ci possiamo neppure immaginare cosa abbia potuto passare in questi sei anni il detto professionista, sia dal punto di vista morale che materiale,  visto che in alcuni casi (quasi tutti) il linciaggio comporta anche conseguenze lavorative. E significa che l’equilibrio è un dono e non un difetto.

Ps uno: Ma non s’era detto di no? Leggendo i giornali (di Siena) questa mattina sono rimasto basito. “La Fondazione chiede risarcimento a Mussari e Vigni: trecento milioni di euro”. Tutto ciò è relativo alla causa civile presso il Tribunale di Firenze, come aveva detto il presidente Clarich. Eppure dopo l’avvio del processo a Milano ho ascoltato e letto opinionisti, tuttologi, esperti economisti, esperti giuristi, analisti politici sperticarsi sui giudizi (negativi, s’intende) su questa o quella scelta dello stesso presidente (che aveva appunto risposto con una nota ufficiale, dicendo in sostanza “abbiamo già fatto i passi dovuti”). Certo, sono due cose diverse. Certo, si potevano avviare entrambe le richieste, anche se il presidente Clarich dice stamani di aver voluto attuare una strategia precisa. Ma il punto è un altro: c’è qualcuno, in questa città, che ha sempre e comunque ragione. E se lo fai notare, ti risponde che comunque te hai sempre avuto torto in passato. Per l’appunto.

Ps due: Siena è finita sulla home di Repubblica.it ieri per il Trekking Urbano e su “The Guardian” (http://www.theguardian.com/travel/picture/2015/oct/22/rakher-upabas-bangladesh-ritual-light-lamps) per il Siena International Photography Awards. Ma sicuramente non andrà bene lo stesso: viva SienaTafazzi.

Ps tre: Estra vince una gara per milioni (http://www.toscana24.ilsole24ore.com/art/oggi/2015-10-26/estra-energie-aggiudica-gara-121516.php?uuid=gSLAFBBqOB). Anche questo non andrà bene, perchè chi la guida sarà sicuramente un affossatore di Siena. Intanto io penso a chi (di Siena) ad Estra ci lavora e che magari avrà qualche certezza in più per il futuro proprio e della propria famiglia (di Siena).

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