Tra fallimento della spa e mezza farsa della Robur

Digressione giuridico-sportiva per il post di oggi. Parliamo per prima cosa di Ac Siena spa. Ieri il tribunale di Siena ha accolto l’opposizione di (fra gli altri) Procura della Repubblica, Agenzia delle entrate, Inail, Inps e creditori minori sulla proposta di concordato avanzata dalla maggioranza dei creditori (debiti accertati: 58 milioni di euro). Di fatto si avvia l’iter verso il fallimento della società. Un paio di considerazioni, in attesa delle motivazioni, necessarie per capire ulteriori sviluppi: come sostenuto sul “Corriere di Siena” di oggi dal liquidatore Paolo Vergani, tale sentenza di fatto cancella l’accordo che la maggioranza dei creditori, magari anche a malincuore e con fatica, aveva comunque fatto. Per capire bene: il concordato è una specie di “mediazione” che permette a chi ha un debito di tirare fuori meno soldi dei dovuti, a chi ha un credito di ottenere comunque gli emolumenti. Può piacere o meno a chi guarda da fuori, ma l’iter è questo. Con la procedura di fallimento, infatti, chi deve avere soldi rischia di non vedere un euro (dipende infatti dall’iter e dai beni magari vendibili che appartengono alla società) e, comunque, di aspettare molti anni. Seconda considerazione: è chiaro che con un eventuale fallimento, a questo punto difficilmente evitabile, si aprono gli scenari giudiziari (il “Corriere” oggi parla di ipotesi di bancarotta fraudolenta) e quindi si proverà a capire chi e cosa ha fatto per arrivare a tale situazione, tutto con i tempi della giustizia e attraverso le pieghe “burocratiche” e giuridiche. Alla fine ci sarà giustizia e si capirà di più. Almeno questa è la speranza, visto che chi deve avere denaro, come detto, dovrà aspettare, parecchio. E se Agenzia delle Entrate o Inps posso anche farne a meno, a qualche azienda, vista la scarsa liquidità di questi tempi, avrebbe fatto comodo qualche assegno, magari striminzito. In tutto questo è bene chiarire: chi ha sbagliato, giusto paghi. Senza se e senza ma. Le cose vanno comunque viste anche dalla parte di chi non ha sbagliato e pagherà lo stesso. O ha già pagato. Senza poi contare gli aspetti legati ai tifosi e agli sportivi, che di certo sono (già) parte lesa, ma questa è una storia leggermente diversa. Insomma la forca va agitata nella direzione giusta.

Nel frattempo l’attuale società Robur Siena, passando ad una argomento di certo di minore rilevanza, non sta brillando: da due giorni ormai la prima squadra è senza allenatore, dopo l’allontanamento di Gianluca Atzori. Più si va avanti e più si sfiora la farsa: si manda via un mister, non si riesce ad accordarsi per “liberarsi” dal contratto dello stesso (con l’esonero bisognerebbe pagare tutti gli emolumenti, con la risoluzione si medierebbe sui compensi) e quindi non si procede con il nuovo allenatore (Argilli o Carboni). Pensarci prima, no?

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