Aru, un problema complesso

Da residente a San Prospero non ho potuto purtropppo partecipare all’affollato incontro con la giunta comunale di alcuni giorni fa per discutere, fra le atre cose, della possibilità di istituire una zona “Aru” in questo quartiere. In sostanza una zona, come esitono in altre parti della città, con parcheggi a pagamento per i non residenti e a pagamento annuale (con spazi riservati) per i residenti, a cui sarebbe di conseguenza garantito uno spazio specifico. Il problema delle Aru (area a rilevanza urbanistica) non mi sembra tanto tale “gabella”. O, comunque, non mi sembra il problema principale, per quanto sia normale che la percezione da parte dei residenti di essere obbligati a pagare può essere a primissima vista mal digerita. Perchè dovrei pagare per un posto auto sotto casa, visto che non abito nel centro storico, quindi nella Ztl? E’ pur vero che certe aree sono utilizzate, soprattutto durante il giorno, come parcheggi gratuiti da coloro che, legittimamente, si recano in centro storico per esigenze più disparate, siano lavorative o per quant’altro. E quindi il residente, pur di conservare il diritto-privilegio di parcheggiare sotto casa, potrebbe anche essere disposto a sostenere una spesa più o meno relativa? Si, no, forse. Conosco alcuni residenti in via Mameli, ad esempio, che sono oberati dalle auto e vedrebbero di buon grado una soluzione di quel tipo. Ma il problema è più complesso rispetto alle legittime richieste dei residenti. Se si utilizzano le immediate pereferie del centro storico per parcheggiare, qualcosa non funziona a livello, per l’appunto, generale. Da una parte significa che il sistema Siena Parcheggi, ancora, non favorisce troppo lavoratori e residenti della “profonda” periferia e quindi bisogna approfondire questa questione. Ma dall’altra c’è il problema vero. L’idea delle Aru non è di per sè sbagliata, perchè può permettere maggiore vivibilità a coloro che risiedono in zone ormai non più “periferia”, ma prospicenti al centro storico (se non addirittura al momento già da considerare centro), come possono essere San Prospero o la zona fuori porta Camollia. La questione fondamentale è che le Aru devono essere supportare da un sistema di parcheggi scambiatori che facciano da “cuscinetto” e da “confine” e assorbano le auto in arrivo; parcheggi, magari, opportunamente serviti da navette e trasporto pubblico, come avviene ad esempio in zona Massetana-Cerchiaia, fuori Porta Tufi (non a caso un parcheggi gratuito sempre pieno). Altrimenti l’istituzione di queste aree non farebbe che rimandare il problema e spingere, in sostanza, verso la periferia o semiperiferia le auto di chi arriva verso il centro storico: è il caso, per l’appunto, per fare un esempio, di parte di via Mameli, su cui si “ammassano” le auto che prima venivano parcheggiate in piazza Amendola o nella zona immediatamente fuori porta Camollia. E quindi si riproporrebbe il problema di cui sopra in zone come, ad esempio, Pietriccio o Acquacalda. La soluzione, come era in origine, sarebbe quella di creare una rete di parcheggi scambiatori all’immediato ingresso della città, ad esempio nella zona Due Ponti. Insomma il problema va affrontato in maniera strategica, organica e complessiva, tenendo chiaramente conto delle esigenze di tutti: residenti, lavoratori, commercianti del centro e dell’immediata periferia. Il piano del traffico che ha annunciato l’assessore Maggi seguirà questo ragionamento generale o si procederà per tappe? L’idea di realizzare un referendum fra i cittadini non è peregrina, però, edulcorando dalle “speculazioni” politiche (che rischiano di trasformarlo in un consenso o meno nei riguardi dell’amministrazione) sarebbe bene attivarsi per spiegare bene l’una o l’altra opzione, affrontando comunque, anche da parte di residenti e commercianti, il problema dello stato attuale delle cose: va bene così oppure si può (deve) migliorare? Altro argomento è poi quello degli scooter e dei motorini: ma questo è un altro capitolo, che investe (nel senso figurato, s’intende, visto l’argomento) anche Piazza Matteotti.

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9 risposte a Aru, un problema complesso

  1. michelepinassi ha detto:

    Le ARU hanno palesemente fallito il loro obiettivo e lo dimostrano le tante lamentele di chi abita in quelle zone. Abbiamo ARU come quella di San Marco e Ravacciano sottoutilizzate ed altre strabordanti di auto, con conseguenti giuste lamentele di chi paga e non trova neppure parcheggio. Come giustamente dici, e qui lo condivido, mancano zone cuscinetto tra il centro e la periferia. Mancano parcheggi scambiatori con navette, che non possono essere sostitute dai normali “tramme” sempre strabordanti di pendolari nelle ore di punta. Servono navette ad-hoc, corsie preferenziali per i mezzi pubblici ed una conseguente restrizione del traffico veicolare privato. Andrebbe incentivato l’uso di mezzi a due ruote, decisamente meno ingombranti di una auto (e dei SUV, stranamente presenti nel centro città in numero non indifferente), e bloccato il traffico merci in alcune fasce orarie. Ci vorrebbe, insomma, il coraggio di osare. Coraggio che, sempre sotto il ricatto del voto dei cittadini, le amministrazioni -senese compresa- non hanno. E alla fine si scontenta tutti per non accontentare nessuno.

  2. ilsanto5 ha detto:

    Sono anni che dico queste cose. Le ARU funzionano se c’è un sistema di parcheggi a monte e di trasporti che li supporta. Come avviene in una città normale…

  3. Pingback: Rassegna Stampa – MONTIGIANI subisce un provvedimento disciplinare, i responsabili del disastro MPS vanno a cavallo con gli amici fantini… VERGOGNA!!! | IL SANTO NOTIZIE DI SIENA

  4. antonio ha detto:

    io non speculo politicamente, da cittadino ritengo che sono “gabelle” tutte le tariffe che il comune fa pagare per posteggiare gli abitanti. 300 euro l’anno, per esempio, da pagare per chi abita in centro per me sono una gabella, senza se e senza ma. ritengo anche che obbligare, come vorrebbe fare il vice sindaco , i senesi ad usare solo le bici, a siena, che non è parma o modena, è una imposizione. il servizio di bike sharing è utile, ma non può essere quasi obbligatorio. i mezzi pubblici per andare a lavoro? ma avete mai usato un bus la mattina presto? scusa Elio, ma io la penso così, e parlo solo con la mia testa senza pregiudizi di parte politica.

    • eliofanali ha detto:

      Caro Antonio, figuriamoci: la “speculazione” di cui parlo non è riferita a te. Avendo utilizzato il termine “gabella”, notoriamente accezione negativa, anche a me non piacciono le imposizioni e le pressioni “fiscali”. Ma il mio è un ragionamento più generale. E lo ribadisco: non sono contrario alle Aru, sono contrario ad un progetto non inserito in un contesto, per l’appunto, generale o strategico. I bus, le bici, le Aru, i posteggi scambiatori: tutte idee che hanno da una parte vantaggi e da una parte limiti; ma i secondi rischiano di essere comunque maggiori se tali singole idee non vengono inserite in una strategia globale.

  5. Pingback: Pim, ma soprattutto Pum (e due ps) | Il blog di Elio Fanali

  6. Pingback: Ancora Aru (e due ps) | Il blog di Elio Fanali

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