In duemila, mica pochi (e quattro ps)

Duemila presenze. Si chiude così, da comunicazioni ufficiali, l’evento WineandSiena. Troverete le considerazioni approfondite domani sui quotidiani senesi (qualcosa è già online, ad esempio qui http://sienanews.it/cultura/sapori/piu-di-2000-presenze-a-winesiena/), a me piace sottolineare – come in parte ho scritto ieri – che fra qualche problema e cose da migliorare i produttori, gli avventori, chi ha partecipato e chi ha visto, abbia espresso parere del tutto positivo. E’ un buon inizio, insomma, cui dare vita senza stroncature a prescindere. Ho letto commenti un po’ così, ricchi di “ehmaismo”, in una logica secondo la quale risolto un interrogativo se ne trova subito un altro: Anzi, peggio: si getta lì, un po’ a casaccio, un mezzo commento, quando anche una mezza insinuazione, un granello di sabbia nel tentativo (difficile) di far saltare tutto l’ingranaggio. Esempio: “E’ andata bene, ma c’erano troppi invitati”. “Nessun invito”. “Il Mps ha fatto da sponsor”. “No, il Monte ha concesso Rocca Salimbeni”. “Avrà chiesto l’affitto e se non lo ha chiesto è già uno sponsor”. Potrei continuare. L’equilibrio fra la giusta e legittima critica, finalizzata al miglioramento generale e quella a prescindere è molto labile. E’ come quando si riufita di leggere qualcosa che non è d’accordo una propria idea. Prendo a prestito – spero non me ne voglia – un commento postato su Facebook da Daniele Magrini che coglie bene la situazione: “Non è che se c’è una cosa che riesce a Siena, e la si racconta come una cosa riuscita, tutto fa parte del “ritorno del regime”. Del “gomblotto” di quelli che ci vogliono rizzuppare. Se va bene Wine & Siena, oppure il Mercato nel Campo – migliorabili entrambi, certamente – si può restare all’oggettività, apprezzando qualcosa che va bene, senza mestare come sempre nel torbido? Oltretutto con l’aria di quelli che ovviamente hanno capito quello che c’è dietro? Senza ritrovare un minimo di senso comune delle buone cose che accadono, anche a Siena, non va lontano nessuno, né i “governativi”, né i contras”. Il rifiuto a prescindere o il richiamo ai disastri del passato, sui quali è legittimo indagare, obiettare, scavare, individuare i responsabili, non porta da nessuna parte, come non porta da nessuna parte il “vatuttobene”. Possibile non riuscire a trovare un equilibrio?

Ps uno: sicuramente fra tre, due, uno.,..qualcuno dirà che duemila è un numero non vero.

Ps due: tralascio ogni commento personale sul “Family day”. Mi limito a dire due cose. Credo che la libertà di pensiero vada in tutti i sensi, non solo uno, ma allo stesso tempo che lo stato debba essere una cosa e la religione, il credo, addirittura la coscienza un’altra e che il primo debba garantire uguali diritti a tutti; la seconda cosa riguarda i numeri. In tutte le manifestazioni, anche di sinistra, c’è la dicotomia “secondo gli organizzatori e secondo la Questura” sul numero dei partecipanti. Ma qui si è un po’ esagerato. Ultima chiosa ironica: per favore, dite a qualcuno che posta foto su Fb che i fotomontaggi si riconoscono. Almeno fateli di qualità migliore.

Ps due: ho letto l’intervista de “La Nazione” del deputato di Palazzo Sansedoni Alessandro Fabbrini che, sostanzialmente, dice che la Fondazione Mps debba muoversi in ogni direzione per mantenere la sede della direzione generale di Banca Mps a Siena, in qualche modo rispondendo alle parole del presidente Clarich. Dichiarazione legittima ed in linea con una battaglia che dovrebbe coinvolgere tutta la città, ma Fabbrini stia tranquillo: tempo quasi zero e qualcuno dirà che in ogni caso lui era, è stato, sarà parte di quella o l’altra fazione politica del Pd, che in passato ha fatto questo o quest’altro, oppure che aspira a fare qualcosa, oppure che “eh ma”, oppure “ci vuole benaltro”. Nel frattempo la Fondazione Mps ha pubblicato un bando (http://sienafree.it/economia-e-finanza/264-economia-e-finanza/78208-fondazione-mps-pubblicato-il-call-for-proposals-per-economia-crescita-e-sviluppo-del-territorio-2016): poca cosa rispetto alle furono erogazioni di cui hanno goduto in parecchi, anche se altrettanti se ne sono scordati.

Ps tre: interessante considerazione de “La Martinella” sul “Febbraio al Museo”. (https://lamartinelladisiena.wordpress.com/2016/02/01/potenza-di-un-certo-spirito-senese/).

Ps quattro: a volte ho l’impressione che chiusi fra Porta Camollia e Porta Romana, i senesi (io compreso) vivano una realtà diversa da quella percepita all’esterno. Vale per tante cose “virtuali” (bellezza, qualità della vità ecc.), ma evidentemente anche per cose concrete e dimostrabili dai numeri. Ad esempio su Mps, interessante questo articolo apparso un paio di giorni fa sul “Corriere della Sera” (http://www.corriere.it/economia/16_febbraio_01/nella-banca-piu-antica-d-italia-884d333c-c856-11e5-9fb9-4bea8694431b.shtml).

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