Soluzione immediata

La già delicata e storicamente complicata viabilità della città di Siena è minata in questi giorni dalla frana in via Baldassarre Peruzzi. Numerose problematiche soprattutto perchè, di fatto, si spezza in due il traffico che proviene da Due Ponti (e quindi da est e sud est) e che viaggia verso il nord e il centro città, andando dunque al momento a congestionare le altre arterie, già non così fluide, soprattutto in certe ore della giornata (basta pensare alla zona Coroncina e Cassia). Per cui quella di trovare una soluzione diventa una priorità assoluta. Andiamo con ordine. La frana è stata determinata da una serie di situazioni: una strada vecchia, ritoccata trenta anni fa, ma concettualmente di diversi decenni fa. I sopralluoghi del Comune hanno evidenziato problemi “strutturali” anche in altre parti della strada stessa, che mal si conciliano dunque con un unico intervento e in tempi brevi. Inoltre nella zona particolare della frana vertono gli scoli della valle di Follonica, notoriamente un punto di raccolta di acque anche in condizioni “normali” (basta ripensare alle difficoltà avute negli anni nel recuperare le omonime Fonti o al canale che separa la vallata sotto San Francesco da quella sotto via Pantaneto, per capirsi). Detto questo credo sia assolutamente necessario che l’amministrazione comunale faccia di tutto (e anche di più) per snellire il più possibile i tempi per il cantiere e per i lavori. Si sono ipotizzati quattro mesi, quindi da qui all’estate: sono tanti, troppi. Quindi, oltre a cercare di snellirli, bisogna trovare un’immediata soluzione. Nel dibattito web e cittadino, al momento, si affacciano due ipotesi.

Il viadotto? La prima è quella di un viadotto (http://www.i-siena.it/siena/9379/9379, ma non solo). Obiettivamente mi pare molto complicato, anche se non sono un tecnico, per diverse ragioni: costruire un viadotto che “tagli” le curve significherebbe “investire” le Mura cittadine e una porzione di centro storico, quindi in una zona con vincoli paesaggistici non di poco conto; i costi parrebbero elevatissimi; i tempi non stretti. Prendo in prestito, a questo proposito, in prestito alcuni pareri, raccolti anche sui social, di esperti del settore: “Il viadotto sarebbe un intervento mastodontico che avrebbe senso se quella fosse una vasta zona in frana, mentre in quel punto si è verificato solo un problema locale non di frana vera e propria, ma di erosione (peraltro un fenomeno in atto da anni ) della spalletta del vetusto ponticino, e conseguentemente lo smottamento di un piccolo tratto di rilevato stradale, ad opera del sottostante fosso che attraversa le mura e proviene dalla zona di Provenzano. La cosa da fare potrebbe essere ripristinare o sostiutuire il ponte e dotarlo dei normali accorgimenti antierosivi con cui verrebbe dotata qualunque opera costruita da 30 anni a questa parte, ed eventualmente, se valutato necessario a seguito di indagini geotecniche, consolidare il rilevato stradale con opere a basso impatto paesaggistico come terre armate, ingegneria naturalistica o similari. Si tratta di interventi economicamente e paesaggisticamente assai più ridotti e meno impattanti”. Ho comunque letto come l’amministrazione stia valutando anche questo tipo di soluzione.

Piano traffico. La soluzione che mi pare più immediata e “facilmente” perseguibile è quella di un ripensamento dei flussi di traffico, ovviamente tenendo conto che un’arteria che prima c’era adesso non c’è. E che dunque bisogna far passare lo stesso numero di macchine in meno strade. Fra le proposte che ho letto c’è quella di Nero su Bianco (ed altri cittadini) che propone di effettuare “una modifica della fruizione della ZTL. Gli abitanti del settore che accede da Porta Romana (zona Torre, Piazza del Mercato, ecc) per recarsi in zona nord, sono costretti a recarsi verso lo snodo dei Due Ponti, intasando interiormente quell’area. Se fosse loro consentito accedere al settore di Via Garibaldi/Porta Ovile, si eviterebbe questo aggravio di concentrazione di traffico. Si tratterebbe di consentire provvisoriamente e fino alla riapertura di Via Peruzzi, lo scambio tra i due settori della ZTL. Un modesto aumento della mobilità dentro le mura potrebbe alleviare l’attesa dei tanti automobilisti in fila la mattina nella zona est”. La Ztl mi pare già molto congestionata, ma senz’altro potrebbe essere un’opportunità da mettere in conto. Alcuni altri cittadini propongono di cambiare il senso di marcia di Via Busseto, il  traffico potrebbe essere dirottato su via di Busseto in discesa e la rotonda interessata sarebbe quella più a monte, della zona artigianale. Ma la strada di Busseto (lo ha ribadito anche il sindaco) e soprattutto il ponte in basso non reggono un traffico pesante. 

In ogni caso credo che, come detto, una soluzione immediata sia di assoluta necessità, se si vuole evitare di ingolfare tutte le mattine la città.

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