Regole e regolamento (e un pizzico di equilibrio)

Di questo argomento ho scritto tante volte, puntualmente quando arriva la chiusura di un locale del centro storico a Siena (temporanea, s’intende) per problematiche relative a musica e cose del genere, si riapre il “dibattito”. Lo metto fra virgolette perchè, per l’ennesima volta, noto come la città sia incapace di svilupparne (forse anche per colpa di noi giornalisti?) uno che navighi a trecentosessanta gradi, che apra una costruzione: invece si preferisce prendere una parte sola, fare quasi guerre di trincea (quando non speculazioni politiche). A costo di risultare antipatico (non è una novità) ci riprovo. Con una premessa e una considerazione, fra l’ironico e il serio: personalmente a me piacerebbe vedere il centro storico di Siena come città della musica, locali aperti e musica tutti i giorni e tutto l’anno. Ma io abito a San Prospero…
Le regole. Se regole ci sono, queste vanno rispettate. Da tutti, senza distinzione. Alcune volte ci può essere un livello di tolleranza, magari in alcune fasi dell’anno, in alcune stagioni, in caso di particolari eventi. C’è un “range” entro il quale si può rientrare: si chiama buonsenso, va espresso da tutte le parti in causa, dal cittadino che vuole dormire al giovane che si vuole divertire. Ma quando il singolo cittadino chiama le autorità, queste compierebbero un reato se non intervenissero, scatenando l’ira della fronda opposta a quella che si “scatena” quando intervengono.
Il centro storico. L’ho scritto altre volte. Sul centro storico di Siena (come altri) vertono più esigenze. In ordine sparso: chi vuole lavorare (mattina, pomeriggio e…sera), chi vuole viverlo (e dormirci), chi ci studia, chi si abita temporaneamente, chi si vuole andare a passeggio, chi ci vuole andare per sentire musica, chi si vuole andare per vedere i musei, eccetera, eccetera, eccetera. Spesso tali esigenze (quasi sempre) sono in contrasto fra loro e qualche volta in contrasto con la conformazione “Strutturale” del centro storico stesso. Bello è semmai vedere alcune forze (politiche e non, da destra a sinistra) che a seconda del vento si posizionano dalla parte della “sicurezza” o da quella della “città che deve vivere”, cadendo in clamorose contraddizioni, un po’ come avviene per la ztl (“garantire i residenti” ma anche “no alla città museo”).
Il Comune. Detto tutto questo il regolamento che, appunto, attualmente determina le norme di comportamento degli esercenti nel centro storico (interessante la divisione ad esempio fra “discoteca” – che deve avere certe caratteristiche di sicurezza – e “locale che fa musica dal vivo”) è vecchio di dieci ani e va cambiato. Prima possibile. Non sarà facile trovare gli equilibri fra tutte le componenti di cui sopra, ovviamente, proprio perchè è difficile trovare equilibri fra le esigenze di chi vuole una città più “silenziosa” e chi vorrebbe invece una città più “attiva”. Spetta all’amministrazione concertare le parti e trovare il regolamento che non scateni dubbi e interrogativi, da qualsiasi parte essi arrivino.

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