Il palo della luce

Cito volentieri l’amico-collega Giuseppe Nigro, da sempre attentissimo alle vicende del basket senese (e non). “E’ il momento che qualcuno si mobiliti per salvare i titoli” ha detto ai microfoni di Are (http://www.antennaradioesse.it/e-il-momento-che-qualcuno-a-siena-si-mobiliti-per-salvare-i-titoli/). L’appello è da sottoscrivere, anche se mi permetto di completarlo con quanto dichiarato, a suo tempo, dall’assessore allo sport Leonardo Tafani e ripreso anche oggi dal “Corriere di Siena”. “Mi domando a cosa serva la Comtec (organismo di controllo nel basket, ndr), visto che ha sempre certificato come validi i bilanci. Alcuni professionisti e avvocati hanno già dato la disponibilità a difendere la città di Siena, qualora ce ne fosse bisogno”. Certo le nubi sul basket italiano, fra l’ennesimo fallimento di Napoli (Napoli fallisce ancora ) e una bufera ancora più grande di quella che ha investito la Mens Sana (Altro terremoto sul basket ), sono nerissime e dense e mi pare difficile pensare che ci si voglia inerpicare su un terreno scivolosissimo. Perchè sempre per citare Nigro “non esistono nello sport revoche di titoli per bilanci falsati”, ma è pur vero come “non sia un’ipotesi da scartare anche perchè si capisce che questa sarà una decisione politica”. Detto tutto questo pare che la mobilitazione sia pronta eventualmente a partire, nel solco tracciato dalle dichiarazioni di Nigro e di Tafani o che comunque ci sia sensibilità in questo senso. Qualche dubbio a me rimane. Non certo sulla necessità della mobilitazione, ma sulla effettiva realizzazione di una “manifestazione” unitaria a difesa di qualcosa. Non c’è stato nel (recente) passato per altre questioni e ho il fondato timore che più che mobilitarsi unitariamente si voglia, ancora una volta, girare la testa all’indietro, perdendosi a volte in polemiche e accuse, soprattutto sui social, a volte in cadute che sanno tanto di speculazioni politiche in vista di prossime scadenze elettorali: non perchè non si debbano scandagliare le responsabilità (anche politiche) del passato, tutt’altro. Ma perchè voltare sempre e comunque la testa all’indietro, a caccia di questo o quel voto in più (o in meno, a seconda) fa perdere l’equilibrio, fa sbattere contro un palo della luce. E fa cadere. Tutti. Filo governativi e iper critci, a meno che qualcuno di essi non sia comunque certo di danzare sulle macerie ancora fumanti o rimanere sulle poltrone ben comode, già conquistate, magari grazie proprio a quel “sistema Siena” tanto citato e co-gestito. Tenere l’equilibrio, invece, non sarebbe sinonimo di buonismo: bensì riuscire a capire le responsabilità fino in fondo, ma allo stesso tempo tutelare il futuro. E non vale solo per i titoli del basket, ma per la città intera.

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