Vaccino

Piccolo racconto personale. Al momento della grande campagna di vaccinazione contro la meningite, un paio di mesi fa, provai a chiamare l’Azienda Usl di Siena per capire come fare. Appuntamento fissato per mail: data richiesta, 4 febbraio; data appuntamento, oggi (21 aprile). E’ altrettanto vero che la vaccinazione poteva essere effettuata dal medico di famiglia, sempre in maniera gratuita, ma, soprattutto nel periodo di “esposizione mediatica”, le vaccinazione presso i medici si esaurivano con una certa frequenza. Fino ad oggi non mi sono ammalato, quindi è andata bene così. Questa mattina sono andato in strada del Ruffolo, presso il dipartimento di prevenzione. Appuntamento alle ore 9, sono stato chiamato con un lievissimo ritardo (cinque minuti). Il gentile personale mi ha spiegato che la situazione al momento è la seguente. Per gli adulti come me il vaccino “offerto” dal Sistema Sanitario è quello precedente alla “campagna mediatica”, cioè il vaccino “Neis Vac C” per meningocco C (marca Pzifer, per chi volesse approfondire); quello “Menveo” (marca Novartis-Gsk), cioè tetravalente per il ceppo C e per i suoi “derivati”, distribuito nelle settimane dell’allarme, è al momento riservato gratuitamente ai pazienti con meno di venti anni, quindi più esposti, mentre gli adulti come me per averlo avrebbero dovuto pagare la differenza, cioè 45 euro. Mi è stato spiegato che il vaccino “Neis” è comunque più che valido per il ceppo dell’ipotetica “epidemia” toscana e che al momento dell’allarme si è invece preferito distribuire il “Menveo”. Per la cronaca ho scelto il vaccino gratuito, anche perchè, mi è stato spiegato, il “Menveo” avendo uno spettro più ampio, per un adulto come me sarebbe stato una copertura un po’ troppo ampia,  necessaria solo in casi di viaggi in Africa (Senegal) che ahimè al momento non ho in programma. Approfondendo la questione, non ho alcun dubbio sulla necessità di vaccinarsi e vaccinare anche i più piccoli. Come è da applaudire l’iniziativa regionale di una campagna di vaccinazione a tappeto, con l’estensione della gratuità per gli adulti fino a 45 anni. Qualche dubbio in più mi sovviene, anche per  detta esperienza personale, sulla campagna mediatica che si è scatenata. Il consiglio è quindi quello di affidarsi ad esperti, più che ai novelli immunologi del web.

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