Sosta (e tre ps)

Torno su un argomento un po’ spinoso, soprattutto in una fase temporale come questa, in cui il dibattito (?) politico e non solo cerca di colpire più la pancia che il cuore  (o il cervello) di chi ascolta. Lo spunto viene fuori dalla pubblicazione presentata oggi in Comune del volume “Le fiabe di Santo Spirito e altri racconti”, una raccolta di scritti di detenuti del carcere senese. La questione che si stenta spesso a capire e di cui ho già scritto altre volte è sulla funzione del carcere. Premesso naturalmente che chi sbaglia deve pagare (si chiama certezza della pena) e che per reati gravi sia necessaria una detenzione temporalmente adeguata e perfino dura (ma questo rientra nel concetto di certezza della pena), per quello che concerne i reati di “minore” (notare le virgolette) entità si deve andare più in fondo: capire cioè le condizioni, le premesse, il contesto che hanno portato la persona a compiere quel particolare reato e restituire alla società un uomo o una donna in grado di vivere entro la legge e non di sconfinare nuovamente. Capisco quanto sia complicato ragionarne e quanto sia più facile arrendersi al detto “se non vuoi andare in carcere devi rispettare la legge”, ma se ci fermiamo un attimo a pensare, l’equazione non è così semplice. “C’hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame”, scriveva De Andrè. Fermiamoci a pensare, ogni tanto, a quelli che chiamava “gli ultimi”. Dunque, il carcere non come schiuma del mare della società, ai suoi margini, non come un quartiere lontano e da dimenticare. Ma come una zona propria, certo con regole esterne e interne per chi è (giustamente) costretto a sostare, della città stessa. Altrimenti ho come l’impressione che la cella sia solo, per l’appunto, una fermata. Dove prima o poi si torna.

Ps uno: come i grandi (?) di questa città mi dicono sarò citato nell’operetta delle Feriae Matricolarum. Con il passare del tempo sono diventato molto meno permaloso e poi, si sa, quando uno è famoso…a parte le battute sarà l’occasione per fare una risata e un brindisi.

Ps due: nuovi guai urbanistici a Monteriggioni? Lo scrive oggi “La Nazione”. La cosa è piu’ complessa di un “mero” accostamento alle vicende dell’attuale Sindaco di Siena Bruno Valentini. Trattasi infatti di una vicenda chiusa, per la quale – a quanto mi risulta – siano già stati consegnati gli avvisi di garanzia. Chi vivrà, vedrà.

Ps tre: Ernesto Campanini è tornato sulla questione – sollevata da “La Martinella” e ripresa anche da questo blog a più riprese, dei parcheggi (Parcheggi ). Bene che se ne parli e si approfondisca l’argomento, per il bene della comunità e che si tocchino tutti gli aspetti di una vicenda – come è tutto cio’ che riguarda il centro storico – complessa. Il tutto al di là della – legittima – polemica politica. A me risulta, in ogni caso, che non sia solo l’ex assessore Orlandini a possedere detta tessera, ma almeno altre 199 persone. La questione c’è, ma non è personale. Del resto anche in questo blog si è chiaramente criticato la gestione della vicenda.

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