Più piani

Non sono un amante dei reality, a parte qualche (rara) eccezione. Ma qui non si parla di gusti personali. Bensì di fare una valutazione, almeno qualche volta, con la testa (e, soprattutto, il cervello) sulle spalle. Il rifiuto vergato in faccia a Masterchef per l’utilizzo della Piazza del Campo, da parte della Soprintendenza e, a quanto ne sappia, nonostante il parere (non decisivo evidentemente) del Comune va analizzato su più piani. Il primo: Siena non è più “boriosamente autosufficiente” e “autoreferenziale”, se mai lo sia stata. E’ in Italia, è nel mondo e per quanto sia una (tutt’ora, nonostante tafazzismi vari) una delle città più belle, ha bisogno di tutti gli strumenti di promozione. Il secondo piano è capire quali siano quelli più adatti: perchè c’è certo bisogno di equilibrio ed il confine fra la mercificazione e la promozione è, a volte, molto labile. Potrà piacere o no, ma Masterchef sarebbe stata una bella vetrina: non la panacea di ogni male (come non lo sono e non lo saranno altre iniziative), ma certo avrebbe aiutato. Comunque male non avrebbe fatto. Senza pericolosi “radical chicismi” (di destra o di sinistra), che hanno contribuito, in passato, a qualche disastro (ma che puntualmente adesso ne prendono le distanze). Il terzo piano riguarda probabilmente una questione di fondo: bisogna cominciare a guardare al di là di Porta Camollia o di Porta Romana, a meno di non voler ricreare davvero la Repubblica di Siena, il Sanese e l’annessione di Talamone. Senza pregiudizi, senza voler “cacciare lo straniero” (salvo poi affittargli la casa, s’intende). Probabilmente di “piani” ce ne sarebbero altri, mi fermo qui. Ho come l’impressione che questa sia solo una delle probabili-possibili-certe diatribe fra la soprintendenza e il Comune o, se preferite, la città. Sarebbe utile far capire a certa burocrazia che esiste anche una società reale, al di fuori degli uffici. E sarebbe, peraltro, altrettanto utile, senza fare guerre di confine o di trincea, capire che questa decisione arriva, per l’appunto, dall’ente soprintendenza e non dall’amministrazione comunale. Che è (ci mancherebbe) attaccabile politicamente, che avrà mille difetti, non quello di non voler organizzare eventi in Piazza del Campo: nei commenti sui social sarebbe utile ricordarselo, soprattutto se quelli di oggi arrivano dagli stessi profili di coloro che, ieri, protestavano per il rifiuto della Coppa Perugina e, magari, domani protesteranno perchè è stata accolta la richiesta, che ne so, di Hell’s Kitchen, tanto per (ri)parlare di cucina. In questa schizofrenica città c’è un evidente problema di coerenza. Ma questo è, per l’appunto, un altro piano.

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2 risposte a Più piani

  1. Ferdinando ha detto:

    Scrivi:” bisogna cominciare a guardare al di là di Porta Camollia o di Porta Romana…”
    Aggiungo: ” Bisogna cominciare a guardare anche a Porta Giustizia!”

    "Mi piace"

  2. Pingback: Editoriale de Il Santo con Rassegna Stampa – La mentalità aggrovigliata è dura a morire… Il PD e le TERME… Zero in condotta… | IL SANTO NOTIZIE DI SIENA

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