Parto da loro

Non mi voglio certo sottrarre al dibattito del giorno sugli avvisi arrivati ai contradaioli per i post Carriera di agosto. Vicenda delicata e in cui c’è bisogna di grande equilibrio, sui social e non solo (equilibrio che non c’è e non ci sarà). Per cui proverò ad affrontare – compatibilmente con il resto – nelle prossime ore i tanti aspetti della situazione, per un’analisi che sia a trecentosessanta gradi e sia edulcorata dalle idee personali o – peggio, come leggo in tanti casi – dalla politica. Credo che buttarla in caciara – o, per l’appunto, in politica –  non serva a nessuno, tanto meno a coloro che, al momento, sono quelli che questa situazione la subiscono di più, ovvero a chi è stato consegnato l’avviso in questione. La caciara è una cosa, la critica – anche aspra e dura – per quello che sta accadendo è un’altra cosa. Partiamo da quelle persone per cercare di capire il resto. Nei già numerosi appelli e nelle già strabordanti prese di posizione ho letto pochi – nessuno? – riferimenti a tali persone, ma solo tanti ammassi di parole una dietro l’altra, in una valanga di concetti che rotolano giù per i social, ma che come la neve al sole rischiano di sciogliersi in pochi attimi. Senza lasciare niente: ed è questo il vero problema. Se vogliamo attivare un dibattito vero, profondo, costruttivo, che parta anche da critiche dure e aspre, dobbiamo agire con e in profondità. Senza isterismi dovuti alla fretta di scrivere per forza qualcosa. Con tutti i se e tutti i ma del caso non è comunque una cosa piacevole vedersi bussare alla porta di casa – o peggio, a lavoro – per una tale consegna, ben consapevoli di quello che può – o non può – essere accaduto. Io parto da quelle persone.

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4 risposte a Parto da loro

  1. antonio ha detto:

    politica o non politica, mi sembra normale che la gente si incazzi e di brutto dopo queste comunicazioni giudiziarie. molto semplicemente. è successo quello che può succedere al Palio, cioè semplici scazzottate senza denunce di parte e per questo, dopo quasi un anno, vengono indagate quasi cento persone. e i contradaioli, facebook o non facebook, politica o non politica, non ci si dovebbero incazzare? per me ci siamo arrabbiati anche troppo poco. se vogliamo che certe cose non succedano più, si deve far smettere di correre il Palio, non riempiamoci la bocca di darci delle regole, di parlare nelle contrade etc etc. lo scorso anno non è successo niente di anormale. è ovvio che meno violenza c’è e meglio è, non sono mica scemo, ma se i dati contingenti portano due popoli a schierarsi consapevoli, tutti, di farlo, e nessuno si fa male, la cosa fa parte del Palio e della sua diversità, altrimenti andiamo davvero a correre a pian delle fornaci che ci saranno molti meno problemi. quelel persone erano lì perchè credevano e credono in certi valori, fatti di amicizia innanzitutto. un’ultima cosa: come ho già scritto su facebook, da cittadino sono indignato di sapere che per ore, giorni, settimane, alcune persone hanno dovuto passare il proprio tempo ad esaminare filmati e foto dei “fattacci” per riconoscere le persone. è semplicemente vergognoso

    • eliofanali ha detto:

      Non ho mai detto ne’ scritto che non ci si debba incazzare. Ho detto e scritto che, come sempre, l’analisi va fatta a trecentosessanta gradi e con una profonda riflessione interna ed esterna. Mi fermo qui.

  2. Ferdinando ha detto:

    Scusa Alessandro ma semplicemente partendo dal fatto che nell’era dei social non tutto lo sono,
    (io non lo nacqui modestamente) quando scrivi: “Nei già numerosi appelli e nelle già strabordanti prese di posizione ho letto pochi – nessuno? – riferimenti a tali persone, ma solo tanti ammassi di parole una dietro l’altra, in una valanga di concetti che rotolano giù per i social, ma che come la neve al sole rischiano di sciogliersi in pochi attimi.” Cosa intendi raccontare? Perchè non si capisce.
    II) Quando ancora scrivi: ” Se vogliamo attivare un dibattito vero, profondo, costruttivo, che parta anche da critiche dure e aspre, dobbiamo agire con e in profondità…” cosa intendi? A vanno mosse le critiche? E chi sono quelli, non certo i contradaioli suppongo, che devono arrivare ad un dibattito serio che serva ad evitare quanto accaduto? No perchè anche senza puntare il dito gli attori della festa per questo tipo di problematiche mi sembrano abbastanza ben individuabili. mi sembra assurdo ometterli….Cosa non hanno fatto che ha portato agli avvisi di garanzia?
    Grazie per le precisazioni.

    • eliofanali ha detto:

      Caro Ferdinando
      intendo raccontare che – ancora una volta- i social “vomitano” di tutto e di più, senza un minimo senso – non dico della misura – ma della conoscenza o addirittura coscienza. La risposta alle seconde domande è una: le contrade. Da parte mia, s’intende.
      Saluti

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