(Ri) Scoprire

Sarò forse tacciato di essere “di parte” (alla fine mi pare tuttavia molto più negativo non prendere mai parte), ma a me sono piaciuti molto i contenuti della trasmissione speciale “Aspettando il Palio” di ieri sera su Siena Tv (qui per chi se lo fosse perso Speciale Aspettando il Palio ), compresa la chiosa finale di Daniele Magrini. Toni decisi e chiari per scandagliare una dinamica, quella degli avvisi di garanzia e dei fronteggiamenti in Piazza del Campo, non certo semplice da trattare, ma allo stesso tempo rispettosi e misurati, senza pericolose derive demagogiche. Il mio modesto parere è che ci siano dei “paletti”: da una parte quello della legge che c’è ed è applicabile, ahimè, anche a Siena che, lo ricordo, è in Italia. Dall’altra quello dell’autodeterminazione delle Contrade e dei contradaioli, che hanno il compito di (ri)scoprire e far (ri)scoprire alle giovani generazioni la cultura e la vera essenza del Palio e del mondo delle Contrade, che non è strettamente riconducibile a quei quattro (od otto) giorni. Nel mezzo c’è un codice di comportamento non scritto e in parte scritto, che, forse (come a dir la verità ho scritto a più riprese e detto anche in tv) dovrebbe essere reale oggetto di dibattito nei luoghi deputati (ovvero le assemblee di contrada e non i social) e nei tempi (il celeberrimo “inverno”): senza rimandi al tempo che fu, senza slanci al tempo che dovrà o dovrebbe essere. E che comprende anche i cazzotti (per parlarci chiaro), ma non comprende, ad esempio, la loro pubblicazione selvaggia su Facebook, ahimè avvenuta anche attraverso canali ufficiali e giornali on line; o non comprende certi atteggiamenti purtroppo visti nel passato (non sto parlando certo dell’episodio specifico: come ho scritto ieri il pensiero va a chi lo sta suo malgrado “subendo”). Nel mezzo c’è anche il ruolo dell’amministrazione comunale, che deve essere punto di riferimento e, per certi versi, di “guida” della città; ed anche quello della magistratura, che deve certo compiere il suo dovere di applicazione della legge, ma che, allo stesso tempo, ha anche il dovere di conoscere quel contesto specifico. Senza estremismi, da parte di nessuno: conoscendo i tempi in cui si è vissuto e quelli in cui si vive. La vicenda ha mille risvolti: si possono affrontare tutti, basta averne la volontà, edulcorandola, per una voltaccia avrebbe detto mio nonno, da una visione “politica” (che non significa meramente “partitica”), ma da una vera visione comune. Difficile non impossibile. Poi apro Facebook e mi rassegno.

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