Un bel documento

E’apprezzabile il documento emesso dal Magistrato (possibile leggerlo qui Magistrato) che testimonia, pur nell’equilibrio che devono avere i dirigenti di Contrada, anche un decisionismo che non sempre ha caratterizzato, in passato, le prese di posizioni del consesso degli Onorandi. Dalla “consapevolezza non retorica del ruolo delle Contrade quale garanzia di coesione sociale, presidio del territorio, partecipazione attiva, capacità di autoregolamentazione” a quella relativa al fatto “che il confronto tra rivali, limitato rigorosamente ai giorni di Palio, debba mantenersi entro una cornice di sostanziale correttezza e rispetto reciproco…” per non “..scoraggiare quella autoregolamentazione che, se praticata con coerenza, rimane il più efficace antidoto contro le degenerazioni”. Ed ancora: “Dirigenti e contradaioli non possono non sentirsi a disagio di fronte ai reiterati tentativi di ingabbiare la Festa mortificandone l’autenticità e l’assoluta originalità. Se troppo spesso si imbrigliano gli slanci, si frenano le passioni, si irrigidiscono i comportamenti applicando dogmaticamente le doverose regole senza contestualizzarle alla sociologia del luogo e di un evento dove sono insiti momenti di casualità e imprevedibilità, la Festa rischia di diventare artificiosa. Quando non ci si sente liberi di esprimersi, la disaffezione per il Palio (solo un aspetto, tuttavia non certo secondario, della vita delle Contrade) rischia di trasformarsi in disaffezione..”. Credo che sia un documento completo, che racchiude tante tematiche, certo da sviluppare in ogni singola parte: come ho scritto nel post di ieri, uno sviluppo che occupi quello spazio che esiste fra la legge e la “autodeterminazione” delle Contrade e dei contradaioli e che va a investire cultura, rispetto, tradizione, consapevolezza e responsabilità. Mi pare un buon punto di partenza, come lo fu il documento sull’utilizzo dei social. Sta adesso alle stesse Contrade, agli stessi dirigenti, agli stessi contradaioli, in una parola alla stessa Siena, approfondire questo dibattito: nei luoghi e nei tempi, non escludendo dalle rispettive responsabilità (che non deve avere per forza un’accezione negativa) amministrazione e giustizia, senza colorazioni politiche di mezzo. Non è facile, per niente. Ma è possibile farlo, sempre con una filosofia che ho già utilizzato: meno facebook, più Contrada.

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