A ognuno le proprie responsabilità

A ognuno il proprio mestiere, ad ognuno le proprie responsabilità. Vale anche per la questione “annosa” di via Pantaneto. Che, peraltro, torna ciclicamente. Ricordo benissimo una decina d’anni fa, forse meno enfatizzata dal ricorso continuo al dibattito sui social, un “picco” di problematiche più o meno simili; poi un calo “improvviso”, con una zona quasi abbandonata; quindi – anche grazie agli esercenti – una rinascita “commerciale” (“Viva Pantaneto Viva” è un esempio), fino agli episodi degli ultimi mesi. In questo percorso ci sta un po’ tutto quello che, a più riprese, ho espresso come il mio pensiero sul centro storico: a Siena, come in altre zone, vertono esigenze e necessità diverse e divegenti fra loro, ognuna legittima, ognuna con una propria “dingità”. Il problema è che l’equilibrio fra queste diverse esigenze è molto labile e quando si sconfina si sollevano questioni, anche di una certa gravità. Per cui la (legittima) voglia di vivere il centro storico nelle ore notturne non può voler dire orinare dovunque; come la (legittima) voglia di riposare non può significare chiudere tutti i locali della zona (o del centro). Detto tutto questo è chiaro che di fronte a episodi come quello di sabato (mi dicono ultimo di una serie), con tutte le conseguenze, va fatta un’analisi attenta: che non sia un’estremizzazione, da una parte o dall’altra, o peggio non diventi una bandiera politica, rossa o nera, che spazi cioè dal razzismo all’attacco al Comune. Ed ognuno deve predersi le sue responsabilità, in percentuale al proprio ruolo e al proprio mestiere. In primis il Comune, per par suo, perchè è vero che le azioni normative in mano alle amministrazioni sono poche o nulle, ma il sindaco è pur sempre il primo cittadino e le ordinanze – per quanto impugnabili o discutibili o che comunque non possono accontentare tutti – sono sempre utilizzabili. Le forze dell’ordine o, meglio, Questore e Prefetto, perchè sono loro i rappresentanti dello Stato e a loro spetta il presidio del territorio. L’Università, perchè gli studenti sono una “risorsa”, ma in tanti casi hanno bisogno di capire il contesto in cui si trovano. Le Contrade e i senesi (e lo scrivo da contradaiolo e da senese): si, anche loro, perchè la cultura ed il rispetto si insegnano quando si conoscono fino in fondo. I commercianti, perchè la legittima libertà d’impresa comprende anche responsabilità di gestione. Quindi gli studenti, perchè vivere la propria gioventù non significa non capire l’ambiente che ci circonda. Non si tratta di “cerchiobottismo”, bensì di consapevolezza: quella che ci vuole per provare a risolvere un problema reale. Ed infine ci metto anche i partiti di maggioranza (quelli di opposizione -magari anche solo per fini propagandistici – ci sono già): bisognerebbe avere la forza di entrare nel dibattito, anche se spinoso e complicato, invece che stare a guardare e poi tamponare in campagna elettorale. Altrimenti, poi, inutile arrovellarsi il cervello sul perchè in molti non vanno a votare.

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9 risposte a A ognuno le proprie responsabilità

  1. leonardo ha detto:

    trovo giusto trovare tutti insieme il giusto equilibrio per tutti, ma fare pipì ovunque per strada è un fortissimo atto di inciviltà. I fatti di sabato hanno solo un’unica spiegazione e direzione. Altri eventi e mille altre occasioni hanno altri responsabili e mai esclusi da responsabilità sono i contradaioli. Ma dal momento che ti trovo a fare pipì hai già oltrepassato il limite di civiltà e stai offendendo tutto e tutti.

    • eliofanali ha detto:

      Certo Leonardo, il ragionamento non fa una piega. Ma ad azione ci deve essere una giusta reazione. Non e’ che se trovo uno a fare pipi’ sono autorizzato a sparargli…Sto estremizzando naturalmente.

  2. leonardo ha detto:

    non capisco, questi da anni sono irrispettosi di tutto e tutti e il problema nasce se uno gli ha tirato una manata.

    • eliofanali ha detto:

      Non sto facendo riferimenti all’episodio. Se vuoi li faccio anche. Ma parlavo in generale. Pisciata-manata ci sta. Un pó meno la frase “sono anni che questi non hanno rispetto”. Visto che nello specifico non credo che “questi” siano i medesimi di qualche anno fa. Benché magari appartenenti alla stessa “categoria”. Infatti nel post scrivo che anche l’ateneo può e deve fare. Saluti

      • leonardo ha detto:

        se concordi il PISCIATA – MANATA , che poi è quello che è accaduto, allora la vediamo allo stesso modo. Il limite raggiunto per me è già quello. Oltre non può andare. Ma dall’altra parte da tempo ormai sono andati oltre. La manata armata di bottiglia è un fatto gravissimo

  3. Pingback: Editoriale de Il santo con Rassegna Stampa – Il caso David Rossi sul New York Post… La corsa a tre per diventare Magnifico… Ancora Pantaneto… | IL SANTO NOTIZIE DI SIENA

  4. matteo ha detto:

    Tornando al comunicato e alle vicende di Pantaneto. Il 95% di coloro che sdottorano su Facebook, come sempre del resto, vivono Siena di notte otto giorni (forse) l’anno e non sanno minimamente di cosa si parla, se non per sentito dire o per luoghi comuni. Fin qui siamo nella media nazionale dei “tuttologi da smartphone”, ma il problema è che siamo pure nella media nazionale per quanto riguarda il disinteresse alla sicurezza ed alla legalità da parte della nostra amministrazione comunale. Io da città me ne sono dovuto andare (anche) per questo motivo, e pur piangendomi il cuore per la “saudade” tutte le volte che ho la fortuna di trascorrere qualche dopo cena in centro, rimango ahimè convinto di aver fatto la scelta giusta. Quella che non ho evidentemente mai fatto quando sono andato a votare

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