Meno hashtag e più lavoro?

Ha perso il Partito Democratico, nonostante dopo una qualsiasi elezione abbiano sempre vinto più o meno tutti. Ha perso a livello nazionale, ha perso (con un clamore enorme) in Toscana. Il segnale contro Renzi mi sembra abbastanza chiaro, sebbene le amministrative siano un mondo tutto a sè stante, basta pensare alle stranissime (politicamente) aggregazioni a cui hanno dato vita con i ballottaggi, con leghisti ed estrema destra al fianco (a volte) di ex comunisti. Difficile che questo “fronte comune” versus Renzi e il Pd si possa tradurre in un candidato nazionale, ma il problema – al di là della politica e di questo o l’altro schieramento, s’intende – è un altro. Mi verrebbe da dire, infatti, “meno hashtag e più lavoro”, in ogni senso e in tutti i sensi. E’ un po’ tutta la politica (o forse un po’ tutta la società?) ad avere il fiato corto, a non riuscire quasi mai ad approfondire i problemi, affrontarli e risolverli. Ma a basarsi solo su questo o quello slogan, nella speranza di riaffrancare i cittadini alle istituzioni, smuoverli e motivarli ad una partecipazione attiva, che poi però si traduce in un nulla di fatto. Perchè l’indignazione o il fervore durano più o meno il tempo di un post ed i problemi di tutti i giorni si lasciano alle spalle: il lavoro, ad esempio (e per l’appunto), che è poi il vero motore di una società. I segnali dalle urne vanno in questo senso ed è forse bene che i dirigenti nazionali e locali del Partito Democratico (sono loro al governo, pare, altrimenti il discorso varrebbe per altri partiti) ritrovino il bandolo della matassa, senza perdersi in diatribe interne ed esterne, che invece occuperanno per qualche settimana le nostre (ahimè) bacheche. Detto tutto questo è preoccupante, da destra a sinistra passando anche per il Movimento Cinque Stelle, il nuovo calo dell’affluenza, con un italiano su due che non va alle urne. Non ho in mano la sfera di cristallo (come altri hanno o, meglio, pensano di avere), ma ho l’impressione che la politica di cui sopra sia solo un fuoco di paglia che scalda una o al massimo due campagne elettorali. Poi si preferisce di gran lunga il mare.

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Una risposta a Meno hashtag e più lavoro?

  1. Ferdinando ha detto:

    A mio avviso non ci sono alleanze da far pensare a una colazione vs Renzi per le prossime politiche. Ne vuoi un esempio semplice e diretto? Sesto Fiorentino. Non hanno vinto coalizioni fantasmagoriche ma la Sinistra. E pensare che Renzi si era speso in prima persona mandando Poletti e altri per parlare “di quanto vada bene il paese” e tanti altri blablabla. Nessuno che abbia affrontato gli argomenti locali che si chiamano tanto per fare esempi, inceneritore oppure II pista di Peretola. Infrastrutture che insistono sul Comune e dove c’è tutto tranne la chiarezza.

    Le alleanze di cui parli non ci sono altrimenti Parisi avrebbe vinto a Milano. Su una cosa sono d’accordo. Sul lavoro. Renzi cominci una volta tanto a lavorare per il paese e ci spieghi la sua visione dell’Italia da oggi a vent’anni. Due anni sabbatici gli sono stati concessi. Sarebbe arrivato il momento o di fare sul serio o di ammettere l’incapacità.

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