Il credito che rimbomba (e due ps)

La domanda rimbomba e sta creando una vasta eco. Perchè è giusto che questa città, per certi versi finalmente, si faccia delle domande. Edulcorate certo dalla polemica politica spicciola, dalle teste girate con il torcicollo all’indietro. E magari, abbia anche qualche risposta. Se Antonveneta (ma non solo…) è stata la madre di tutti i disastri, i derivati poi, il maquillage ai bilanci quindi, i crediti elargiti successivamente sono stati i figli e fratelli gemelli. E su quei 47 miliardi di euro in “sofferenza” si basa adesso la “sofferenza” della banca Monte dei Paschi e questa sorta di rinnovata attenzione mediatica su Rocca Salimbeni, ormai diventata ciclica come l’emergenza caldo nei tg nazionali. Un cumulo che, come scritto anche (umilmente) su questo blog, fa di Mps la banca italiana più esposta. E la domanda, che può sembrare banale, sorge subito: come mai? Come è che Mps ha accumulato tutta questa massa di crediti “deteriorati”, di cui almeno dieci miliardi possono essere (già) dati persi? Parte erano “in pancia” ad Antonveneta (e su questo si aprirebbe un altro fronte interessante), parte sono certo ascrivibili alla crisi economica mondiale e nazionale, gran parte sono “nati” – e non è un caso – dopo l’acquisizione della stessa Antonveneta. Un esercizio di verità sarebbe quello di andare a scavare nelle pratiche, capire i nomi di chi ha elargito tali crediti, da chi sono partiti gli ordini e su quali garanzie, ma soprattutto a chi sono state date tali aperture. Difficile che emergano i nomi; o, perlomeno, difficile che sia la banca a farli. Dobbiamo al momento limitarci ad altri tipi di dati, comunque molto interessanti. Soprattutto perchè smentiscono Alessandro Profumo, ex presidente di Mps, che attribuì tali crediti alla suddetta crisi; e per certi versi correggono un pensiero dell’opinione pubblica, che affibbiava tali crediti alle famiglie e alle Pmi: è l’esatto contrario. I dati, peraltro, sono quelli forniti dalla stessa banca (Fabrizio Viola durante l’ultima assemblea). Lo ha scritto Daniele Magrini sul “Corriere Fiorentino“, lo abbiano analizzato con i notiziari di Radio Siena Tv (alla faccia di chi dice e scrive che la stampa senese non vede, non sente, non parla) negli ultimi due giorni, grazie anche ai documenti preparati (e che sono comunque pubblici) dall’associazione dei piccoli azionisti, da sempre attenta alle vicende di Rocca Salimbeni. Secondo questi dati i crediti in sofferenza ormai “persi” concessi alle famiglie, alle Pmi, agli artigiani, ai piccoli commercianti, diciamo quelli fino a 500mila euro, sono 112.000 e rappresentanto 2,8 miliardi di euro, quindi poco più del 30 per cento. Il resto, da 500mila euro a oltre tre milioni di euro, rappresentato 9.300 posizioni ed il restante 70 per cento. Tra l’altro tali pratiche hanno quasi tutte un elemento comunque: attivate nel 2008 (post Antonveneta, dunque), passate in sofferenza nel 2014. Insomma tanto in mano di pochi. E gli annessi sono facilmente rilevabili: crediti di quel genere si concedono, almeno questo pare pacifico, a grandi gruppi imprenditoriali e non alle Pmi, alle famiglie, ai privati singoli. Una zavorra che pensa enormente sul rilancio di Rocca Salimbeni. E sulla quale sarebbe bene cominciare a fare chiarezza. Come su altre cose, sulle quali proveremo a tornare.

Ps uno: in questa situazione – come in altre –  vedo tantissimi “indignados” della prima e ultima ora. Indignati di questo e dell’altro. Poi, vai un po’ a scavare (ci vuole anche poco…) e scopri che gli stessi super indignati avevano a che fare (mani e piedi) con il così detto “Sistema”; qualcuno, addirittura, ha ricevuto prebende a piene mani. Cambiare idea si può, ci mancherebbe; per certi versi e in certi casi, si deve. Ma la coerenza, financo la dignità personale, sono un’altra cosa. “Indignados”, insomma, ma anche meno. Ognuno faccia il suo mestiere, punto e basta.

Ps due: Siena riceve un premio nell’innovazione (Smau).

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5 risposte a Il credito che rimbomba (e due ps)

  1. Romolo Semplici ha detto:

    Come vedo chiesto anche in altri blog, potresti essere voi blogger a fare un bell’elenco preciso dei primi e dei secondi. Anzi per essere precisi io vedo almeno tre categorie:
    – quelli che sono stati nel Sistema e lo sono sempre. (duri ma coerenti)
    – quelli che sono stati nel Sistema, o hanno comunque raccattato le briciole, e ora tenterebbero di prendere le distanze e rifarsi una (impossibile) verginità, anche tentando di ingannare i cittadini definendosi “oppositori storici”; (i peggiori per millemila motivi).
    – quelli che sono stati i veri contrari, da sempre, all’Antonveneta, vera madre di tutti i disastri di Siena (e fate svelti perché si contano sulle dita di una mano).
    Verità e memoria storica a 360° potrebbero essere validi strumenti per fare ripartire Siena, senza voler essere troppo drastici, anzi con l’apertura a chi fa scuse e autocritiche sincere; ma con la massima attenzione a non farci rimettere le mani agli incapaci, o peggio, che hanno avuto un qualsiasi ruolo nel passato !!!
    I documenti ufficiali non mancano e, a parte i vari siti (ad esempio Pietraserena) io sono a disposizione con una valigiata di questi.

  2. Pingback: Editoriale de Il Santo con Rassegna Stampa – I turisti diminuiscono, ma gli SMART BOYS sono felici!!! Intanto ci premiano allo SMAU!!! | IL SANTO NOTIZIE DI SIENA

  3. Duccio ha detto:

    Ma pensa un po’, oggi il governatore rossi sostiene che da subito la banca mps debba essere nazionalizzata azzerando contestualmente tutto il cda. Ridicolo. Quando quei posti erano poltronifici allora andavano mantenuti, lucrando grosse percentuali sugli stipendi de i nominati…gente strana questi piddini

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