Il decreto (e tre ps pesantini)

Argomento che sta passando in sordina, ma che probabilmente tornerà “di moda” quando qualche cittadino (qualche migliaio) si accorgerà che non ci saranno manutenzione delle strade, manutenzione degli edifici scolastici, ci saranno disservizi del trasporto pubblico locale (ad esempio quello per i disabili…) e via dicendo e urlerà contro la politica o contro l’ente o contro il malcostume e la malapolitica. Il decreto sugli enti locali del Governo, come segnalano oggi i sindacati, taglia nuovamente le gambe alle amministrazioni provinciali o almeno a quello che ne è rimasto. E in un’ottica di cancellazione (solo sulla carta) di questi enti avrebbe anche una logica: peccato che, mentre si taglia, non si prevede la sostituzione di certe fondamentali funzionalità, che rimangono sospese fra la regione, troppo distante dal territorio e i Comuni, anch’essi oberati e tagliati dal governo centrale e quindi senza fondi. E vale per qualsiasi colorazione politica, perchè se in Toscana la situazione sta per diventare gravissima e su alcuni aspetti addirittura drammatica (a settembre riaprirebbero le scuole e senza fondi non si matengono gli edifici), non è che da altre parti, con altri partiti in maggioranza, se la stanno ridendo. Già, ma all’epoca bisognava renzianamente e adesso! cancellare i “privilegi”. Di chi, non si sa.

Ps uno: sull’incredibile vicenda della Robur Siena (potete leggere gli aggiornamenti sul sito di Radio Siena Tv ) mi permetto di fare una chiosa. Secondo me sono controproducenti i commenti “politici” (nel senso marchiati politicamente, la critica del cittadino è un’altra cosa) contro il sindaco: a mio umile parere producono pochi voti o consensi. Non sostengo nessuno e Valentini è attaccabile magari per mille motivi. Ma per parlare chiaro: il sindaco ha chiarito più volte perchè a suo tempo sia stato scelto Ponte (“Ponte è stato l’unico dei contendenti ad allegare al progetto gli assegni circolari per la serie D”), inoltre non mi pare che nessuno, all’epoca, si sia stracciato le vesti per gli altri due contendenti, anzi, tutto l’opposto, soprattutto per uno dei due: non credo ci sia bisogno di ricordarlo (o forse si?). Direi che in questa situazione, invece di dividersi su “chi ha scelto cosa, quando, come e chi”, l’emergenza sia un’altra: remare dalla stessa parte per dare continuità al calcio a Siena, visto, che come di consueto, in molti si riempiono la bocca delle parole “bene comune”, “passione per la Robur” e cose del genere, magari non sapendo neppure dove sia lo stadio. Al di là di come la si possa pensare su questo sindaco, l’impressione è questa: se ne occupa, non va bene; non se ne occupa, non va bene; ci sono problemi, il sindaco dove è; ci sono problemi, il sindaco non se ne deve occupare perchè quando mai se ne è occupato, poi ha detto la politica fuori dallo sport e quindi non se ne deve occupare però insomma si, ma poi se se ne occupa non va bene. Se la Robur è “bene comune”, giusto che un sindaco se ne occupi: non sia una “gestione politica” quotidiana, cioè, ma sia una gestione istituzionale, quando c’è bisogno: c’è una bella differenza. Io la penso così, se è ancora possibile avere un proprio pensiero, s’intende.

Ps due: molto interessanti le interviste di ieri e oggi rilasciate al “Corriere di Siena” da parte di David Chiti e Leonardo Pizzichi. Per tornare sull’argomenti degli ultimi giorni su assoluzioni, indignazione, pubblico lubridio e affari del genere.

Ps tre: da domani un po’ di (meritato) riposo. Il blog sarà aggiornato poco.

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