Chiude un negozio. Domandiamoci, ogni tanto, perchè

Riparte il blog dopo un paio di settimane di riposo. Si fa per dire “riparte” perchè ci avviciniamo ai giorni del palio di agosto e sarò come sempre molto impegnato su Radio Siena Tv (vi aspetto anche in Piazza del Mercato). Di cose da raccontare, accadute in queste due settimane, ce ne sarebbero parecchie: da Mps, banca, Fondazione in giù, fino ad arrivare ad Aru e umanità varia. Proverò “smaltire” un bel po’ di argomenti in questi giorni pre-Palio. Oggi, tuttavia, comincio da un argomento che può apparire “meno importante”. Ho letto qua e là sul web della (presunta) chiusura di un altro negozio in centro storico a Siena,  il PreNatal – esercizio che guardavo con curiosità anche io, fin da piccolo – in via del Moro. Capisco che siamo nella società in cui domina lo slogan, capisco che la situazione economica di molti sia quantomeno precaria – come, ahimè, quella del sottoscritto- e sfogarsi fa bene, capisco che si più facile “urlare” che ragionare, ma se tutto questo è concepibile dalla cosìdetta società civile, meno lo è da chi vuole/vorrebbe amministrare, da chi già lo fa, da chi si propone come addetto ai lavori o perfino da “opinion leader”. Per prima cosa il negozio non chiude, ma si sposta (in Massetana Romana, zona forse più “comoda” sia per l’esercente che per alcuni possibili clienti). Per seconda, terza e quarta, al di là delle – pur legittime – rimostranze di chi quel negozio lo ha sempre visto lì, non ho letto molti “approfondimenti” sulla questione, ma solo – per l’appunto – slogan vergati un po’ a casaccio. Domandiamoci, ogni tanto, “perchè” accadono alcune cose: fa parte del tanto decantato percorso di crescita – anche comunicativa ed interpretativa – di questa città. Ad esempio ma perchè non ci domandiamo, quando un negozio chiude, si sposta, cambia, chi e a quanto affitta il fondo e se ci sono stati aumenti, ribassi e cose del genere? Quali sono – se ci sono – strumenti amministrativi per calmierare i prezzi (normativi non ci sono)? Il Comune di Siena ha recentemente varato un regolamento che, in qualche modo ed entro certi confini, prova a favorire i negozi con prodotti tipici del territorio, premesso che – con tutto il rispetto – il negozio di cui sopra non aveva molto a che fare con la tipicità. Si può o si deve fare di più? Sicuramente, come adottare strumenti che altre città hanno adottato che, di fatto, provano ad espellere fuori da certe zone centrali “cineserie” e “kebab”.  Ed ancora: ma tutti coloro – anche, ma non solo, in questo caso – che si sperticano quando chiude un negozio storico, da quanto tempo non fanno spese nei suddetti negozi del centro, compresi quelli “artigiani” e preferiscono gli outlet, i grandi magazzini o i grandi supermercati o le sopracitate “cineserie”? Infine: siamo sicuri che sia così semplice per i senesi anche delle “periferie” recarsi in centro? E se ci guardiamo intorno i centri storici delle altre città quanti negozi “turistici” – non “cineserie”, ma souvenir e cose simili – hanno e quanti come quello suddetto? Tante domande, poche risposte, tanti slogan. Perchè se ci limitiamo a dire “dove andranno adesso a comprare il ciuccio i contradaioli quando vincono il Palio”, la vedo dura.

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4 risposte a Chiude un negozio. Domandiamoci, ogni tanto, perchè

  1. Michele Pinassi ha detto:

    Bravo Alessandro, finalmente qualche domanda di buonsenso. Anche se in ritardo: sono circa 2 anni che stiamo chiedendo, attraverso una nostra mozione approvata all’unanimità, un CENSIMENTO DEGLI IMMOBILI SFITTI O NON UTILIZZATI (http://www.siena5stelle.it/blog/2014/10/30/mozione-per-promuovere-un-censimento-immobili-sfitti-o-non-utilizzati-nel-territorio-comunale-di-siena/) che sarebbe lo strumento principe per delineare molte delle trasformazioni, anche commerciali, del nostro centro storico.

    Un centro storico in appiattimento attorno a decine di franchising che si stanno sostituendo agli esercizi tradizionali, dove l’imprenditore è lontano e la ricaduta, anche in termini occupazionali, è di qualche contratto di “stage” o “apprendistato”. E da qui inizia il ragionamento che facevi te, soprattutto in merito al COSTO DEGLI AFFITTI e del come mai taluni preferiscono lasciare i fondi vuoti che calare il costo degli stessi (si vede se lo possono permettere).

    Sono anni che lo dico e non è un negozio (peraltro un marchio internazionale, non una bottega locale) che si sposta il problema. Il problema è la debolezza dell’imprenditoria locale, sopraffatta da multinazionali della moda e dell’alimentare che letteralmente soffocano la nostra città. E visto che io AMO LA MIA CITTA’, per protesta ho deciso di non acquistare più in negozi di marche famose che si affacciano lungo la “Y” storica…

  2. Pingback: Editoriale de Il Santo con Rassegna Stampa – Bevi che ti passa!!! Ma Il Mancuso può fare il VICE DON BRUNETTO? Comunicato Stampa MPS… | IL SANTO NOTIZIE DI SIENA

  3. Marco ha detto:

    Vergognoso discorso del militante piddino valentini alla presentazione del Palio di Siena. Veramente di parte e vergognoso

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