Il nodo e il confronto pubblico (e tue Ps)

Alcune (ulteriori) considerazioni sulla vicenda Robur Siena. La prima: ho l’impressione che, come per altre vicende, la città si pesantemente afflitta dall’ “ehmaismo”, almeno in alcune componenti. A chi non torna (per eventuali specullazioni politiche, per amicizia, per antipatia, per ideale, per legittima opinione) che sia stato effettuato il passaggio fra Antonio Ponte e Anna Durio mette di mezzo sempre un “eh ma”. Tanto per fare qualche esempio. A febbraio sono arrivati due milioni di euro? “Eh ma sono di Ponte”; senza quei soldi si falliva? “Eh ma non è vero, si arrivava a giugno”; a fine luglio è arrivata la firma? “Eh ma Ponte rimane proprietario”; c’è stato il passaggio di quote? “Eh ma Ponte rimane presidente (come se carica di presidente e proprietà fossero la medesima cosa, peraltro)” e via dicendo. Adesso lo stesso Ponte ha dato le dimissioni e Anna Durio è ufficialmente presidente (Durio presidente), chissà cosa non tornerà: probabilmente i corsi e i ricorsi legali annunciati, oppure il settore giovanile, oppure le maglie, i campi, oppure non sappiamo. S’intende: la critica è financo utile e necessaria; l’ “ehmaismo” con l’unico fine di distruggere e soprattutto sempre spostando su altre questioni le proprie argomentazioni, un po’ meno. Anche perchè, come un orologio rotto, almeno due volte su ventiquattro ore in un giorno ci s’azzecca per forza. Come quando, nel calciomercato, si fanno cento nomi di giocatori acquistabili. La seconda considerazione prende spunto proprio da quanto annunciato ufficialmente: dimissioni di Antonio Ponte, Anna Durio nuova amministratrice unica e presidente. La domanda mi sorge spontanea, sempre con il rispetto di coloro che, se vorranno, potranno legittimamente difendere i propri diritti (con i ricorsi legali annunciati, il riferimento è ovviamente al socio di minoranza Pietro Mele). Ma se il “nodo” da sciogliere, leggendo l’ultimo comunicato emesso da Mele, sarebbe proprio la firma sul contratto da parte di Ponte, ottenuta in qualche modo “in una situazione di minaccia grave alla mia persona (Ponte, ndr) ed in un contesto intimidatorio che perdurava da giorni”, così come scritto, come mai lo stesso Ponte ha ratificato tutti i successivi passaggi, compreso l’ultimo con le dimissioni, senza colpo ferire e voce alzare? Io credo che il confronto pubblico chiesto da Anna Durio sia, a questo punto, un’ottima idea per fugare tutti i dubbi, anche quelli di coloro che parteggiano. La terza considerazione prende spunto dalla questione stadio, in effetti sviscerata a più riprese e in tutte le declinazioni, ma che ogni tanto ritorna, forse “tirata” per la giacchetta da chi vuole legare – per forza – la riqualificazione dell’area alla società di calcio. Copio e incollo uno stato del sindaco di Siena Bruno Valentini, che chiarisce (ma non è la prima volta che viene fatto, anche su questo blog) la situazione attuale: “A suo tempo abbiamo giudicato (come Comune, ndr) “eccessivo” il progetto sul nuovo Stadio del Siena Calcio di Mezzaroma, ma una volta ridimensionato e cambiato come impatto ambientale lo abbiamo valutato di pubblico interesse. Quella società non esiste più ma la valutazione rimane e pertanto il Comune esaminerà ogni richiesta di variante urbanistica inoltrata da privati (che devono dimostrare l’accordo con la società di calcio) coerente con le prescrizioni impartite. Non servono quindi soldi pubblici ma privati, in linea con lo spirito della legge nazionale sugli Stadi (e sugli impianti sportivi in generale), che prende atto della mancanza di fondi pubblici per grandi investimenti e cerca di reperire le risorse private incentivando la possibilità di attività commerciali contigue. Rimane la necessità di cambiare l’attuale strumento urbanistico che ha collocato il nuovo Stadio ad Isola d’Arbia e previsto un Parco nell’attuale Rastrello. Di nuovi progetti per il Rastrello ho letto sulla stampa ma tranne alcuni incontri con Ponte/Hellmich , non c’è niente di tangibile. Ogni ipotesi di interventi edilizi nella conca del Rastrello dovrà essere preceduta da passaggi molti stretti e garanzie molto forti, perchè è il centro storico di una città patrimonio mondiale dell’umanità”.

Ps uno: domenica l’intitolazione della Curva al Guaspa. Non credo serva aggiungere molto.

Ps due: su esposti e cose del genere, stimolante post de “La Martinella” (esposti).

Ps tre: sulla vignetta di Charlie Hebdo ci sarebbero da versare fiumi di inchiostro. Mi limito a dire che la satira è qualcosa che diventa difficile tirare da una parte o dall’altra a seconda di come la si pensa. Come i social, insomma. Sono in quel modo, a noi la capacità di farne buon uso.

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