Ancora sulla Galleria (e un ps)

Il post completo e sottoscrivibile di Giulia Maestrini (leggi) mi fa tornare sull’argomento “Galleria del Palio”, che è caldo e quindi va battuto. Credo, come dice Giulia, che sia un’occasione da non perdere e, soprattutto, da non sperperare nei rivoli della polemica gratuita (che è differente dalla critica aspra ma costruttiva). Il progetto c’è e mi pare valido: si basa sull’idea di far capire e spiegare cosa sia il complicato mondo del Palio e delle Contrade. Che mi pare un compito non facile, perchè gli argomenti sono tanti, profondi, non banali. E che mi pare un compito che, nonostante tutti noi, non sia assolutamente assolto, se non nei discorsi in sospeso nell’aria. Un progetto che chiude una falla grande così per una città che deve avere vocazione turistica. E che, ahimè, è una falla anche in tanti noi senesi. Ma soprattutto che valorizza e non svilisce i dieciassette musei di Contrada. I quali, peraltro, al momento vivono di vita propria, abbastanza eterogenea, oltretutto. Il Magistrato delle Contrade (e quindi le Contrade) sta esprimendo “freddezza”. Non ne capisco, sinceramente, il perchè. Per questo credo sia molto utile parlarne. Ribadisco: anche in Contrada, anche in assemblea. Dove spesso (e per rispetto faccio riferimento solo alla mia, la Giraffa) ci si perde in discussioni che vanno dal crostino al fantino. Che si apra, dunque, una discussione “dal basso”, di cui spesso si invoca la partenza, ma che poi nella pratica quotidiana non si avvia mai; e che raccolga anche le esigenze dei senesi (ad esempio Michele Vittori su Facebook ha evidenziato la necessità di informare i turisti su alcune fasi del corteo storico; Emilio Mariotti ha sottolineato come ci sia la necessità di far capire che il Palio non è solo quegli otto giorni; ma sono solo alcuni esempi). Una discussione che parta dal progetto e dall’idea, senza nebbia alcuna, senza teste girate troppo aghli errori del passato (che ci sono stati, s’intende). Vorrei solo che per una volta, tutto questo non si trasformasse infatti in una guerra di trincea meramente politica, come è stato fatto altre volte (leggi: candidatura a Siena Capitale Europea della Cultura), ma si aprisse davvero un ragionamento per il futuro della città. Non sarà così, sono quasi sicuro.

Ps: l’ultima polemica dei social è sulle panchina presenti/non presenti in città. Giusto o sbagliato che sia, manca ancora una visione complessiva. Perchè sono sicuro che se ci fossero cento panchine in più si aprirebbe la polemica sulle pizze vendute a taglio e sui pic nic sulle panchine stesse.

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