La buona scuola: a chi troppo, a chi niente

Meno male che l’hanno chiamata “buona”. Mi immagino il caos se il provvedimento fosse stato appellato semplicemente “scuola”. Non sono abituato a giudicare spacciandomi come “veggente” in tuttologia, ma i dati di fatto dicono che la “buona scuola” di Renzi, al momento, sta generando più caos che altro. Domani, vedremo. Secondo la denuncia della Cgil di oggi, anche in provincia di Siena, regna la confusione. “Il sistema informatico – dicono dal sindacato –  non ha funzionato causando numerosissimi disguidi, come l’assegnazione di più persone in posti inesistenti o, viceversa, la mancata assegnazione dei posti liberi agli insegnanti neo assunti. Inoltre la fallimentare gestione dei trasferimenti ha portato moltissimi docenti ad essere trasferiti in province lontane da quella di residenza; questi hanno quindi fatto domanda di assegnazione provvisoria, ossia hanno richiesto di poter essere assegnati per un anno a una scuola della provincia di provenienza, e sono in attesa di risposta. Si potrebbe dunque verificare che molti degli insegnanti assunti a tempo indeterminato nella nostra provincia lascino le nostre scuole per tornare a casa, domani stesso o tra una settimana o magari anche tra un mese, lasciando scoperte molte cattedre ad anno iniziato”.  L’esempio più eclatante è la scuola primaria di Monteroni d’Arbia in cui sono circa 18 su 26 gli insegnanti in attesa di sapere se la loro domanda di assegnazione provvisoria sarà accettata o no.  Non basta. Ciu sono anche scuole dove proprio gli insegnanti non ci sono. La situazione più allarmante è quella degli insegnanti di sostegno e degli insegnanti della scuola primaria specializzati nell’insegnamento della lingua inglese, in quanto il numero di insegnanti specializzati si è rivelato inferiore a quello dei posti disponibili. Cluni esempi, sempre della Cgil: nella scuola media di Monteroni d’Arbia mancano 4 insegnanti e mezzo di sostegno; all’IC di Piancastagnaio 4 posti di sostegno alla scuola primaria; all’IC di Chianciano Terme mancano 18h di sostegno nella scuola dell’infanzia, 1 posto e 8h di sostegno nella scuola primaria e 2 insegnanti di sostegno nella scuola secondaria di primo grado; all’IC di Abbadia San Salvatore mancano, nella scuola primaria, 5 insegnanti di sostegno, attualmente coperti da personale con contratto fino all’avente diritto, e 10h di inglese; nella scuola dell’infanzia 17h di sostegno e nella scuola secondaria di primo grado 2 insegnanti di sostegno e un insegnante di inglese; all’IC Mattioli di Ravacciano nella scuola media ci sono solo due dei 4 insegnanti di sostegno in organico; all’IC di Cetona mancano 3 posti nella scuola dell’infanzia, 10h di inglese e un insegnante di sostegno nella scuola primaria e due insegnanti di sostegno nella scuola media. Oltre ai tanti spezzoni da coprire in tutti gli ordini di scuola”. A chi troppo, a chi niente, verrebbe da dire. In una situazione in cui, di fatto, gli enti locali non possono fare assolutamente niente.

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