La Carta straccia

Dunque il 4 si andrà a votare. Rettifico, al momento, andrete. O ci andrà chi vorrà. E, per favore, risparmiatemi la tiritera della democrazia, del fatto che “bisogna” andare a votare, financo a scomodare coloro che hanno “versato sangue” per permetterci di andare a farlo. Chi ha versato quel sangue non lo ha fatto per questo tipo di democrazia, per questo tipo di politica, per questo tipo, soprattutto, di dibattito politico. Perchè il punto è questo. Al momento (ma sto facendo la fotografia di adesso, magari nei prossimi due mesi la situazione cambia), la Costituzione è presa letteralmente a pedate. Da tutti e due i contendenti, siano essi quelli del “Si” che quelli del “No”. Salvo rarissime eccezioni, infatti, non c’è un dibattito, un’iniziativa, un confronto, un’analisi, una valutazione seria, sulle modifiche o le non modifiche della Carta; su quello che ci aspetta o non ci aspetta prima ed eventualmente dopo. Per colpa del premier, ma anche delle opposizione, la Costituzione è al momento utilizzata come carta da slogan (per non dire di peggio), come materiale per striscioni da stadio: contro questo, contro quello, a favore di questo, a favore di quello. Financo a posizionamenti strumentali a seconda di chi dice cosa, dimenticando il come, il perchè. Fregandosene, per davvero, di coloro che quella Carta, con il sangue prima e con lungimiranza poi, l’hanno scritta. Mi ero illuso di poter assistere realmente, ad un dibattito sui valori costituzionali, sui principi che la fondano; oppure anche sulla filosofia e sulla necessità di cambiarla. Anche questa si chiama cultura, che, capisco, nell’epoca dei post su Facebook è di difficile applicazione. Felice di ricredermi da qui al 4 dicembre.

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5 risposte a La Carta straccia

  1. Giorgio finucci ha detto:

    Ognuno sicuramente è libero di fare come crede. Molti però stanno distorcendo il tema perché il referendum è fra la vecchia costituzione e l’eventuale nuova, non certamente far la vecchia e la proposta che ognuno, in modo personale, vorrebbe avanzare. Questo è un concetto fondamentale, ma sul fronte del no, non l’hanno capito e continuano a proporre soluzioni su soluzioni, non capendo che non c’entrano niente. Soprattutto fanno finta di non capire che questo fronte del no, non ha un futuro, ne ora ne’ mai. Basti guardare a Siena, le dichiarazioni, giuste a mio modo di vedere, che ha fatto Pinassi verso Rosso. Insomma questa gente insieme non va da nessuna parte. Si trova unita solo per l’odio/invidia comune contro Renzi, che sicuramente ha sbagliato a personalizzare il referendum ed ora paga dazio, nonostante la smentita. Questo vuol dire che se non passa questa riforma, non saremo in grado di riproporne un’altra per un bel pezzo.
    Allora tutte le persone che per trenta anni hanno invocato il superamento del bicameralismo perfetto, tutte quelle che volevano porre un limite agli stipendi dei consiglieri regionali, tutte quelle che volevano comunque ridurre il numero della casta e degli enti inutili, mi sembrerebbe assurdo che ora, non votassero si. Concludo dicendo che basta leggere i quesiti e rispondere senza masturbarsi il cervello con ipotetiche cose che non esistono, le domande sono semplici e comprensibili. Avrei votato sì anche se la proposta così com’è, pari pari, l’avesse presentata Berlusconi o Grillo. Per me andava fatta prima, poi, come sempre quelli più bravi la miglioreranno già nella prossima legislatura e quindi il danno, se danno ci sarà, sarà senz’altro contenuto.

  2. gigi ha detto:

    allora si può pensarla cosi!!! pensavo di essere una mosca bianca

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