Riccaboni saluta

Con la cerimonia di questa mattina del “tocco”, cioè la presentazione dei nuovi professori, Angelo Riccaboni ha chiuso il suo mandato da Magnifico Rettore. Dal 2010 di acqua sotto i ponti ne è passata un oceano e dubito che lo stesso Riccaboni, sei anni fa, pensasse di dover attraversare una burrasca simile: certo, sui conti dell’ateneo già si sapeva molto (ricordo che la pentola fu scoperchiata dal “vituperato” Corriere di Siena) e qualcuno dirà che si sapeva molto anche su Mps e dintorni, ma certo in molti non si aspettavano la “tempesta perfetta” che si è abbattuta sulla città in questi anni. Si potrà pensare qualsiasi cosa su Riccaboni stesso, potrà rimanere più o meno simpatico (ma se il metro di giudizio fosse questo….), si potranno avere opinioni diverse sul suo operato (e su questi aspetti si deve invece passare ai dati di fatto), ma alcuni aspetti appaiono obiettivi. Sono testimoniati dalle rilevazioni di enti “terzi” (su tutti il Censis), lo stesso Magnifico li ha riassunti nel discorso di chiusura (che potete trovare qui), che ho trovato di interesse per tanti altri punti di vista. In ogni caso i conti, anche a costo di sacrifici immani per i lavoratori e i dipendenti, sono tornati in ordine; l’ateneo senese è tornato “competitivo” sul piano dell’attrattività, intesa dal punto di vista degli studenti che della ricerca e ricordo quanto sia importante il mondo accademico anche per l’indotto economico che porta e che può portare alla comunità senese, nessuno escluso. In più negli ultimi due anni, dopo aver tamponato il passato, si è ricominciato a guardare al futuro, ad esempio con alcuni nuovi ingressi e, soprattutto, con un programma per il futuro: internazionalizzazione, sviluppo della ricerca, sinergia con il territorio, tanto che l’Ateneo (ed è forse questa la sfida per il nuovo rettore Francesco Frati) sarà uno dei punti di rfierimento per Siena nei prossimi anni. Angelo Riccaboni è comunque entrata nella storia dell’ateneo senese, su questo non ci piove. L’Università di Siena era data per morta, fallita e sepolta. Invece è sempre lì e, come detto, si candida ad essere (se non lo è già) punto di riferimento: esempio per altri? Può darsi.

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