Dell’assoluzione

Tutti (o quasi) parlano, lo faccio anche io ed esprimo solo il mio pensiero, che può piacere o meno o che può essere interpretato a favore di questo o a favore di quello. Così non è, ma d’altra parte chi vuole vedere qualcosa in questo senso la vedrà dovunque e comunque. Ribadisco un concetto: per me la magistratura non è un lenzuolo da tirare in basso o in alto a seconda di chi viene indagato, avvisato, condannato, assolto. Non si può plaudere al suo operato prima, strepitare per un avviso di garanzia poi, quindi lacrimare perchè qualcuno non viene condannato. Benchè, è evidente (e li ho evidenziati anche io nella vicenda di Don Acampa) ci siano delle “crepe” nel sistema, che però sono per tutti, nessuno escluso: o si ha fiducia nella magistratura o non si ha fiducia nella magistratura, dall’inizio alla fine. Il sistema giustizia ha delle falle, ma le ha per tutti. Io per esempio su molte cose dubito. Sul fatto di come ci sia troppa enfasi – alimentata senz’altro anche dal sistema mass-mediatico che condanna oggi dopo un avviso di garanzia in prima pagina e assolve domani in un trafiletto in ultima – nel far trapelare alcune inchieste o particolari di esse, fermo restando che è necessario sempre informare i cittadini su cosa stia avvendo, per esempio su quelle che sono le carte della maxi inchiesta sui rifiuti di questi giorni. Esiste però un iter giudiziario, esistono i passaggi, esistono i tre gradi di giudizio: questa è la giustizia italiana al momento. Non funziona? Cambiamola. Un’altra cosa è la politica e tale separazione deve rimanere netta (o dovrebbe?). Per quanto riguarda l’assoluzione di Bruno Valentini credo che l’attuale sindaco per le attuali opposizioni sia un avversario da battere sul campo, per l’appunto, politico. Il che significa con proposte, concrete, in tanti settori della vita quotidiana, andando a scadagliare gli errori di questa amministrazione. Tutto il resto è noia o sono solo argomenti da bar. O da facebook, a seconda.

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