“Siena senza risposte tra gogna e giustizia”

Ri-pubblico volentieri un commento del collega Andrea Bianchi Sugarelli uscito sul “Corriere di Siena” un paio di giorni fa. E’ un punto di vista che a qualcuno risulterà indigesto, ad altri poco edificante, altri ancora lo riterranno più che giusto. In ogni caso lo ritengo comunque “coraggioso”. Commenti liberi, come sempre.

“Con l’assoluzione del sindaco di Siena dai reati contestati nel periodo in cui era sindaco di Monteriggioni si conclude l’ennesimo caso che ha sconvolto la città, al centro di un vortice giudiziario iniziato in silenzio otto anni fa. Restano ancora in piedi processi e indagini su Mps (a Milano su Antonveneta e a Firenze l’appello delle condanne a Mussari, Vigni ecc), sul presunto suicidio di David Rossi; sulla famiglia dello stesso David Rossi ed il giornalista Vecchi accusati di aver tentato di perseguire un profitto dalla vicenda e dalla pubblicazione di alcune email; su Ampugnano (anche se ormai il cuore del processo è decaduto dopo le prescrizioni di “turbativa d’asta” e “rivelazione del segreto d’ufficio”); il campo da baseball a Monteriggioni; l’indagine sui cavalli e i relativi chip; sulla Mens Sana Basket e perfino sul Siena calcio di Mezzaroma. Nel frattempo altri importanti processi, spesso descritti – anche se non propriamente inerenti come “Sistema Siena” – sono terminati. E tutti con l’assoluzione (o archiviazione) perché “il fatto non sussiste”. Oltre la vicenda del sindaco Valentini relativa al periodo 2009-2010, vanno aggiunti il caso del “buco” all’università di Siena, lo scandalo su Millevini dell’Enoteca Italiana, l’archiviazione sull’infedeltà patrimoniale legata alle vicende Mps, l’incendio in Curia, l’archiviazione sull’ostacolo alla vigilanza inerente all’operazione Fresh su Antonveneta. Otto anni tra indagini, sequestri, perquisizioni, fallimenti, giornalate inquisitorie, programmi tv, gogna mediatica, editoriali di giornalisti convinti di vincere il Pulitzer, giustizialismo imperante e perfino manette con “soffiate” per immortalare il “mostro”. Vicende che, al di là delle questioni giudiziarie, hanno inevitabilmente inquinato e diviso la vita sociale della città proiettando una immagine drammatica fuori dai confini territoriali. Oggi che via via assistiamo alle assoluzioni degli imputati messi all’indice, offesi. derisi, calunniati – sia essi politici, manager, accademici, prelati ecc. – c’è da chiedersi cosa sia realmente successo a Siena in tutto questo periodo. Ma soprattutto c’è da interrogarsi sulla magistratura inquirente, sulla montagna di accuse formulate nel corso degli anni e fino ad oggi gran parte di esse cadute fragorosamente nel vuoto lasciando macerie enormi sulla città, sulla vita degli indagati usciti ‘puliti’ e senza risposte ai cittadini. C’è da chiedersi se questa stessa città sia la nuova Corleone o se il Tribunale di Siena sia diventato il neonato Porto delle Nebbie oppure se l’ennesima bocciatura del lavoro dei pubblici ministeri della Procura di Siena sia di fatto la ‘condanna’ di una caccia alle streghe. E’ successo di tutto, ma non c’è un colpevole e la città resta senza risposte. Intanto Siena si divide tra garantisti che chiudono, interrogandosi, tutta la vicenda e giustizialisti che protestano contro la ‘giustizia dei tribunali’ e non mancano di fare dell’ironia sulla magistratura giudicante senese accusandola con tutto l’armamentario retorico del complottismo (non prima di aver applaudito e idolatrato chi ha ordinato manette e avvisi di garanzia): dalla collusione con i poteri forti alla massoneria, dall’influenza politica all’ingerenza dell’alta finanza fino ad essere parte degli ingranaggi del Sistema. Ormai la giustizia in Italia viene applaudita o derisa in base alle proprie convinzioni e non in base alla legge. E anche a Siena la crisi – soprattutto di identità che ha investito tutti dopo la caduta del Sistema stesso di cui solo in pochissimi sono stati coerenti e onesti oppositori – ha di fatto accentuato le divisioni e i malumori. In tutto questo i pubblici ministeri andranno avanti con i prossimi processi. O con la “caccia alle streghe”.

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5 risposte a “Siena senza risposte tra gogna e giustizia”

  1. michelepinassi ha detto:

    La stampa, tutta, ha le sue responsabilità.

  2. Simone Poli ha detto:

    Caro Lorenzini
    penso che il cortocircuito fra azione penale e abdicazione della politica sia stato favorito dalla perdita effettiva di missione (non di ruolo- di missione) del giornalismo.

    Mi spiego.

    Se sei contro la dichiarazione universale dei diritti umani (pannicello verbale sicuramente simbolico ma comunque reale) io ti mando a cagare politicamente, subito.
    Non aspetto che tu abbia un carico pendente per disconoscerti, per contrastarti , per combatterti anche come maggioranza (se tu fossi diventato nel frattempo maggioranza che insidia i miei diritti individuali).

    In altre parole se io , partendo da me, non sento il bisogno di essere maggioranza -perché non c’è cosa più abominevole di una politica che ha perso il gusto di rappresentare le proprie idee- e non voglio minimamente rappresentare soltanto la voglia di potere, ma eventualmente solo il potere di volere (tanto che il discorso si è fatto troppo lungo e quindi ci vuole la scorciatoia penale – battuta -).
    Ecco che questa, comunque, non può essere una soluzione che guarda al futuro, perché il penale sanziona soltanto il passato. E qui ogni giorno di più abbiamo bisogno di progettare il futuro.

    E dunque che cosa c’entra il giornalismo ?

    Il giornalismo qui è tutto.
    Perché trascende il limite attuale della politica (schiacciata dall’economia) e può restare in bilico, senza cadere, nella dipendenza dalle fonti.
    Il giornalismo inizi a fare a meno delle fonti (interessate).

    Cosa vieta al giornalismo di fare le domande che si potevano fare in dibattimento ?
    Cosa vieta al,giornalismo di fare le domande per capire la spirale fra decisioni tecniche e indirizzo politico ?
    Cosa vieta al giornalismo di farsi le domande e di cercare le risposte senza porgere il microfono ad altri ?

    Cosa voglio dire, per farla breve.
    Dico questo, e lo dico per ogni ruolo e per ogni funzione.

    Se fossi un politico vorrei una stampa che mi apre gli occhi sulla realtà, che fa luce nel buio, che mi fa la radiografia ogni giorno non perché sono io – personalizzando – ma perché questa è la sua missione : mettere sempre in discussione tutto , a partire da se stessi (figuriamoci la magistratura che quando sbaglia per leggerezza, incompetenza, pigrizia o mancanza assoluta di senso del dovere è in grado di fulminare la libertà e l’onore di chiunque).

    Se fossi un magistrato vorrei una stampa che mi apra gli occhi sul mio eventuale delirio di onnipotenza, però, però dopo aver fatto le bucce al legislatore.
    Perchè leggi chiare, semplici, inequivocabili, nonché di immediata comprensione e applicazione rendono la formazione della prova semplice: direi universale.
    Per non parlare del processo che in Italia è diventato una chimera.

    Una buona magistratura ha bisogno di una buona politica.
    E se proprio l’abuso è fisiologico – ci può stare…- da una parte o dall’altra , per dirci quanto è patologica la nostra storia presente, ebbene penso che l’abuso di un magistrato (per formazione e per etica) forse è minore, o almeno lo spero.

    Se poi fossi un giornalista sarebbero giorni felici quelli in cui partire da un dato, da un dato solo ma inoppugnabile, in solitudine (anche contro tutti – ma non per partito preso o malinteso protagonismo – no , solo per amore della verità , della nuda verità).

    Partire per poter andare a capire e dopo spiegare, raccontando.

    Il grande giornalista, quando serve alla storia, è quello che mette d’accordo tutti.

    E’ quello che dice : Signorie Vostre la base della discussione è questa , non potete dare i numeri né versioni di comodo.
    Ecco.
    Lo dico con leggerezza.

    Un mondo serio ha sempre bisogno di politici degni di questo nome – e lo voglio dire , quando il politico ha il passo dello statista la passeggiata è piacevole.
    Il magistrato invece ti fa correre, anche mentalmente (senti che c’è una ferita o all’ordine costituito o -potenzialmente- a una persona innocente).
    E qui di nuovo ecco il giornalismo, che ha il compito di stare sui coglioni a tutti, senza edulcorare, senza minimizzare, senza eufemismi, senza – in una parola – servilismi.

  3. Pingback: Editoriale de Il Santo con Rassegna Stampa – Siena è ridotta male da persone che credono di essere SMART! Santa Maria della Scala: finiamola con l’ipocrisia… I Bond MPS diventeranno Azioni… | IL SANTO NOTIZIE DI SIENA

  4. Mario Ascheri ha detto:

    la giustizia “offusca la vertià”: Siena, Costituto del 1310

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