E’ ancora troppo presto…o forse no?

Il mio articolo sulla politica senese uscito questa mattina sul “Corriere di Siena”.

“Dopo l’assoluzione il sindaco di Siena Bruno Valentini si è tolto qualche “sassolino” con un lungo messaggio su Facebook. Al di là di questi aspetti, che pure hanno un certo peso “politico”, cosa si apre o, meglio, si riapre adesso per la politica senese? Svanita l’opportunità (per alcuni) o la possibilità (per altri) di interrompere il mandato, le elezioni, salvo cataclismi, si terranno nel 2018. Bruno Valentini ha detto dopo l’assoluzione, ma il concetto pare sia stato già enucleato in una riunione di fronte al segretario regionale del Pd Dario Parrini, di essere disponibile alla ricandidatura: “Fatemi lavorare tranquillo in questi mesi – è il concetto in sostanza -, poi facciamo una verifica a settembre-ottobre del prossimo anno”. Verifica significa anche sondaggi, interni ed esterni al Partito Democratico sul gradimento del sindaco al primo mandato. L’impressione è che questi mesi possano servire non solo a Valentini, ma pure alle varie anime dei Dem cittadine, provinciali e regionali per dipanare una matassa intricatissima. Il consigliere super renziano Stefano Scaramelli ha annunciato senza mezzi termini di voler presentare un candidato alternativo qualora Valentini decidesse di ricandidarsi ufficialmente: quindi primarie o comunque profonda verifica interna nel Pd prima di arrivare ad una candidatura definitiva, anche perché Scaramelli starebbe pure pensando ad un candidato “civico” e le regole – attuali – del Pd prevedono in questo caso un passaggio interno. Il percorso del centrosinistra e del Partito Democratico in particolare è comunque ancora molto lungo. Ci sono dei passaggi che potrebbero cambiare il percorso ed anche un tempo relativamente breve come dieci mesi, da qui a ottobre prossimo, potrebbe diventare molto lungo. Il primo step è senz’altro il 4 dicembre, con il referendum costituzionale che a seconda della vittoria del “Si” o del “No” potrebbe cambiare gli scenari a livello nazionale e, “a cascata”, a livello locale. Pensiamo anche alla possibilità di nuovi congressi, con i pesi specifici delle correnti che potrebbero variare. Ma non solo: vedremo se reggerà il governo Renzi, se ci saranno nuove elezioni politiche a breve, se ci sarà rimpasto di governo, se cambieranno gli equilibri a Roma, se i sindaci di Pistoia e Lucca (al primo mandato come Valentini) saranno ricandidati, se addirittura ci saranno scissioni nel Pd. Troppi “se”, ancora, per capire la strada da percorrere. E le opposizioni? Frastagliate, ancora. L’avvocato Luigi De Mossi ha dichiarato, a Radio Siena Tv, di voler aspettare la Befana prima di prendere una decisione se candidarsi o meno, forse anche in base ai possibili cambiamenti di cui sopra nelle file del partito di maggioranza. Un profilo che piace a molti nel centrodestra, anche se l’ex sindaco Pierluigi Piccini non pare nascondere i suoi progetti di tornare in Palazzo Pubblico e questo potrebbe ovviamente creare un “conflitto” nella stessa area di riferimento, o giù di lì. Perchè poi c’è anche la questione dei partiti politici “tradizionali”, attorno a quella serie di liste civiche in consiglio comunale che hanno radici nel centrodestra, ma dal quale, anche in assenza di punti di riferimenti veri e propri, almeno sulla carta si sono allontanate. La Lega Nord è alle prese con un processo interno di cambiamento (Maurizio Montigiani, esponente storico, potrebbe essere espulso), ma vorrebbe presentarsi con il proprio marchio, forte del 17 per cento alle regionali. Fratelli d’Italia con Lorenzo Rosso è attivissimo in questa campagna referendaria e se il “No” dovesse vincere rivendicherebbe velleità di governo. Poi ci sono altre incognite: Sinistra per Siena, ad esempio, che con tutta la buona volontà diventa difficile vedere al fianco di esponenti di centrodestra. E il Movimento Cinque Stelle, il cui destino dipende (anche) dalle esperienze di governo in altre città e che, al momento, non appare intenzionato ad alleanze. Mauro Marzucchi, nel frattempo, proprio al “Corriere di Siena” ha parlato della possibilità di una grande coalizione civica, che potrebbe anche viaggiare da sola o allearsi: Società Aperta (Siena Futura e Riformisti) potrebbe essere il “capofila”. Mentre “Nero su Bianco” di Luciano Cortonesi (area Alfredo Monaci) pare in “stand by”, pronto comunque a intraprendere un percorso solitario”.

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