La Fondazione non normale (e due ps)

Dunque la Fondazione Monte dei Paschi (lo scrive questa mattina il “Corriere di Siena”) scende ulteriormente nella sua partecipazione – peraltro già irrisoria – all’interno della banca, fino allo 0,80 per cento, cedendo dunque circa lo 0,60 per cento. Una scelta – scrive ancora il quotidiano – avvenuta una decina di giorni fa, nel momenti di picco del titolo in borsa. Una scelta che, evidentemente, secondo la governance di Palazzo Sansedoni tende a strutturare e consolidare il patrimonio liquido; immagino che si sia anche pensato al prossimo aumento di capitale – domani l’assemblea, su cui tornerò brevemente – per cui si sia preparata la liquidità necessaria – attraverso questa operazione – per sostenere poi il successivo aumento. Alla fine è matematica: diluisci la quota per ottenere fondi necessari, senza intaccare altro, per sostenere poi la spesa successiva. Fin qui tutto (quasi) bene, anche se non essendo un deputato della Fondazione non mi è dato sapere quale sia il programma futuro. Tutto bene, dicevamo, anche perchè il presidente Clarich e il direttore Usai, nelle (poche, almeno a Siena) uscite pubbliche, hanno sempre detto di avere la “tutela del patrimonio della Fondazione” come priorità assoluta. Poi c’è il problema – definiamolo così – “politico”. Perchè la Fondazione non è un ente pubblico, ma – leggendo lo Statuto – “persona giuridica privata”. Tuttavia, come un spa risponde agli azionisti di maggioranza, questa risponde a chi nomina. E chi nomina è rappresentante di tutto il territorio ed è quindi la comunità senese: Comune, Provincia, Curia, volontariato (non lo dico io, basta guardare a chi nomina i deputati…) eccetera eccetera. Perchè c’è l’autonomia gestionale – ci mancherebbe –  come c’è anche la responsabilità “personale” di chi agisce e chi compie operazioni, ma poi c’è una – ogni tanto – verifica politica su questo operato. Possibilmente anche pubblica. La Fondazione in effetti non è una società “normale”. Per cui le scelte di Palazzo Sansedoni – che, è giusto dirlo, per quello che può adesso ogni tanto si fa “vedere” nell’organizzazione di eventi, ad esempio, o nella distribuzioni di alcune piccole erogazioni – andrebbero ogni tanto messe sul tavolo di detta comunità, magari anche per evitare gli errori – madornali, alla prova dei fatti – del passato. Non che poi la comunità abbia tutto il potere di sovvertire le decisioni, ma certo potrebbe avere quello di “tirare le somme” di un determinato comportamento. Di certo al momento tale “tavolo” mi pare sia convocato sempre meno, vedi vicenda Fises. E mi pare vada in questo senso anche la scelta di Massimo Egidi al posto di Massimo Tononi nel prossimo cda della banca. Curriculum encomiabile, certo, quello dell’ex rettore della Luiss, ma non è questo il punto. Non che personalmente sia legato al concetto di “senesità” – che a volte addirittura mi spaventa – ma il punto è che poteva essere forse dato un segnale verso quelle radici (ormai recise?) cittadine.

Sull’assemblea della banca di domani – che ratificherà l’ennesimo aumento di capitale, stavolta da 5 miliardi di euro e nominerà il nuovo presidente dopo le doppie dimissioni Viola-Tononi – due piccole chiose, legate fra loro. Sarà l’ultima – molto probabile, anche per il discorso di cui sopra – in cui la Fondazione potrà dire qualcosa: è già qualcosa che abbia espresso il presidente (Alessandro Falciai). Bisognerà poi attendere l’esito dell’aumento di capitale perchè gli scenari, già mutati profondamente (sempre in riferimento ai concetti di cui sopra) negli ultimi anni, sono destinati a mutare ancora. Come, difficile dirlo: lo vedremo dalla prossima composizione del capitale. L’impressione è che però il presidente candidato dalla Fondazione possa avere vita breve.

Ps uno: due links a due articoli che fotografano bene la civiltà iper-social di oggi (addominali e post verità): da leggere con attenzione.

Ps due: sulla “risposta” del procuratore Vitello data ad un articolo comparso sul “Corriere di Siena” e firmato da Andrea Bianchi (Vitello) giusto tornare con la dovuta calma.

 

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