Un gioco matematico…e politico

Mi diverto a fare alcune valutazioni sul post referendum e su quello che verrà: soprattutto sulla volontà di Renzi e degli altri di andare al voto, su alcuni possibili scenari e su Siena. Premettendo che in questo blog non abbiamo la sfera di cristallo, che le incognite sono molte (non ultima la legge elettorale) e derivanti più che altro da decisioni a Roma, prima fra tutte la “linea” del Pd in direzione nazionale questo pomeriggio e poi quella di Mattarella. E che le valutazioni sembrano poter cambiare da un giorno (o da un’ora) all’altra.

Motivazioni “politiche”. Fare un anno e mezzo da segretario del Pd che appoggia un governo “tecnico” o quasi significherebbe per Matteo Renzi esporsi ai pallettoni di Movimento Cinque Stelle e Lega Nord, tanto per fare due esempi e quindi, quasi sicuramente, perdere consensi. Difficilissimo, infatti, anche per il “Giglio magico” districarsi fra la lotta e il governo, oltretutto quando quest’ultimo non è il proprio o diretto da se stessi. In questo sta la sostanza della sua proposta: “O vi prendete qualche pallettone anche voi, oppure nisba”. Renzi non ha voglia, insomma, di stare lì a prendere le palate di letame da solo, ben consapevole che un esecutivo di transizione o, se preferite, di larghe inteso addirittura “tecnico” di miracoli non ne ha mai fatti. La volontà di andare al voto di Lega Nord e Cinque Stelle ha motivazioni nella necessità di “cavalcare” l’onda del malcontento su Renzi, anche se probabilmente potrebbero poi “cannibalizzarsi” i voti a vicenda. Le altre forze sembrano stare quasi a guardare, divise fra un governo tecnico o quasi (Berlusconi) e il lasciare la patata bollente al Pd (Alfano).

Motivazioni “matematiche”. In molti si stanno sperticando nel tentare di decifrare a chi appartiene quel 40 per cento di italiani del fronte del Si e a chi il restante 60 per cento. E’ un esercizio complicato, ma diciamo che analisti autorevoli assegnano, di quel 40 per cento, circa il 70 per cento ad elettori “potenziali” dei Dem. Il che significa che in caso di elezioni politiche il Pd avrebbe intorno al 30 per cento del totale dei votanti, forse qualcosa meno, ma potrebbe recuperare con parte di coloro che hanno optato domenica scorsa per il No. Per quanto riguarda quel fronte, teoricamente il sessanta per cento di italiani sarebbe diviso fra Cinque Stelle, Lega Nord, Forza Italia, Sinistra Estrema e centrodestra vari. Di questi, sempre secondo diversi analisti, il Movimento di Grillo avrebbe quasi la metà delle preferenze, cui aggiungere una piccola parte di coloro che hanno votato Si. In sostanza dunque, la matematica e i riferimenti al Referendum dicono che sarebbe un testa a testa Pd-Cinque Stelle. Ecco quindi la volontà di Renzi di andare al voto e giocarsela.

Campagna elettorale. A d oggi e secondo queste valutazioni, dunque, sarebbe una campagna elettorale tutta da giocare sul filo,  con Lega e Cinquestelle, da una parte, a puntare sul malcontento e Renzi sulle sue potenzialità, come dimostrato più volte, in vista di qualche elezione, soprattutto se “libero” – come detto – da questioni governative.

Siena. E per quanto riguarda Siena, in vista delle amministrative? Tutta un’altra storia. Perchè è vero che il Si ha portato a casa il 55 per cento, è vero – come dice qualcuno – che il 45 per cento è altresì un bel risultato (quando ci sono due opzioni, però, qualsiasi risultato sopra il trenta per cento a Siena è positivo…). Ma non è affatto vero – o lo è solo in parte – che il Si appartiene tutto alla maggioranza ipotetica e il No tutto alla minoranza. Ci sono tante piccole-grandi incognite, fra cui una “piccolissima”: il candidato a sindaco. Per esempio.

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4 risposte a Un gioco matematico…e politico

  1. Pingback: Editoriale Il Santo con Rassegna Stampa – Ancora furti, questa volta in periferia!!! Ora Basta!!! Depositati i risultati degli esami sul corpo di David Rossi… | IL SANTO NOTIZIE DI SIENA

  2. Magico Vento ha detto:

    Il PD ha attualmente una maggioranza in Parlamento. E’ corretto perchè la Legge di bilancio è passata velocemente. Per cui per statuto il segretario del PD è il naturale presidente del consiglio anche del prossimo governo tecnico o altro che sia. Se così non sarà, ora alla tv parlano di Gentiloni in pole, Renzi si dovrà dimettere da segretario e indire un congresso per un nuovo segretario. Che non potrà essere subito Renzi…..Qualunque altra cosa sarà autogoal politico per le motivazioni, pallettoni, che dicevi.

    Su Siena io aspetterei l’esito della vicenda MPS: se sarà burden sharing il prossimo scenario politico potrebbe anche essere una sorpresa….

  3. Magico Vento ha detto:

    In pratica il rottamatore di D’Alema e company è stato a sua volta rottamato dallo stesso D’Alema in meno di 3 anni.

  4. Pingback: Istituto di diritto pubblico (e tre ps) | Il blog di Elio Fanali

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