Indefiniti e tre ps interessanti

E’ stato interessante l’incontro di ieri a Palazzo Berlinghieri per la presentazione del volumetto “L’indagine sulla città”, la raccolta dei dati statistici di Società Aperta. Certo per un’analisi approfondita di tale indagine (ha preso in considerazione 804 cittadini e ha raccolto in totale 26 voci), ma anche perchè all’incontro erano presenti tutte le forze politiche (dove “politico” sta anche per civico, s’intende) cittadine, tranne (se non ho visto male) una (Movimento Cinque Stelle). Ed anche perchè, finalmente, si è cominciato a ragionare su una parola chiave: futuro. Che non significa dimenticare il passato, archiviarlo o, peggio, dimenticarlo, ma significa comincia a costruire qualcosa. E’ ovvio che gli sguardi del presenti erano e sono rivolti tutti al 2018, anno delle prossime elezioni comunali. Ed è altrettanto ovvio che sorrisi e strette di mano, ringraziamenti e “salamelecchi” di ieri si trasformeranno presto in scontri aspri e dicotomici. Magari la speranza è che il prossimo dibattito elettorale sia un po’ più approfondito degli ultimi e non abbia sempre e soltanto la testa rivolta all’indietro. Dal punto di vista dell’analisi politica mi limito ad un pensiero: non credo che gli schieramenti siano così definiti come può (non) apparire. Ci sarà modo di parlarne.

Ps uno: Siena scivola di due posti nella classifica de “il Sole 24 Ore” (Il Sole 24 Ore). Premesso che la città si mantiene su standard elevati da diversi anni, come non c’era da esultare più di tanto del quinto posto per “Italia Oggi” (Classifica), non c’è da strapparsi le vesti per aver perso due posticini. Ma al di là di ogni analisi e valutazione positiva o negativa, la cosa molto curiosa è che gli stessi che denigravano la prima classifica, sputando veleno su come era stata fatta e chi l’aveva fatta (Italia Oggi è evidentemente collusa…), adesso stappano lo champagne per il presunto scivolamento in basso. Misteri della Fede. Anzi, della politica. E del web. Sull’argomento la nota de “La Martinella” (Qualità).

Ps due: vado in controtendenza, ma umanamente a me mister Giovanni Colella piaceva. Molto schietto, molto diretto e lontano dagli schemi preordinati di (quasi) tutti gli allenatori professionisti, anche in conferenza stampa. Di certo non era uniformato al linguaggio comune, del tipo se la squadra vince “abbiamo vinto, ma dobbiamo pensare al futuro”; se pareggia “abbiamo pareggiato, un punto muove la classifica ma meritavamo qualcosina in più”; se la squadra perde “abbiamo dato il massimo” e baggianate del genere che ci tocca digerire ogni secondo. Poi, è vero, c’è il campo che è quello che conta. Su questo aspetto lascio ad altri o su altri canali il giudizio. Al momento sono incuriosito da Scazzola, che pare giovane e moderno. vediamo.

Ps tre: ieri su Rai Due a Voyager mi dicono di un gran servizio su Siena. Ovviamente, due minuti dopo (ma anche prima), il popolo di Siena Tafazzi si era già scatenato: “Ovvia s’è capito è bello, ma pensiamo a via Peruzzi”; “Non riusciamo a valorizzare niente” e compagnia cantante. Strano? No.

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