Passato, futuro…e il presente? (e un ps)

E’ un momento molto delicato per Monte dei paschi, ma nei momenti delicati serve approfondire più che blaterare slogan sui social. Ovviamente poi ognuno è libero di definirsi giornalista, blogger, opinionista, politicologo o tuttologo. Il riassunto – non esaustivo, s’intende – delle ultime ore è sostanzialmente questo: aumento di capitale fallito perchè le sottoscrizioni dei bond, quindi lo sforzo anche dei piccoli risparmiatori (grazie al supporto dei lavoratori di Mps), è stato ampissimo, ma non si sono visti investitori “internazionali”; decreto “urgente” del Consiglio dei Ministri basato sull’approvazione dello “scudo” da venti miliardi da parte del Parlamento; richieste di “aiuto” del board i Mps. E adesso? Il timore è che per le regole europee, che sostanzialmente dicono che tali situazioni devono coinvolgere azionisti e obbligazionisti, siano anche i piccoli risparmiatori a pagare. Su questo aspetto il decreto, secondo il premier Gentiloni, tutelerà i piccoli (risparmio), attraverso un meccanismo di cambio obbligazioni-azioni-obbligazioni. Vedremo. Ci sarà tempo per ri-parlarne, anche perchè le regole europee di cui sopra impongono allo Stato di rimanere in una banca solo temporaneamente (non a caso si parla di ricapitalizzazione preventiva) fino a quando, cioè, la banca stessa non ricominci – di fatto- a fare “utile”. Si deve per forza di cose aprire dunque la fase del rilancio. Questa – ridotta in spiegazioni all’osso – la situazione. Poi attendiamo – a gloria – le speculazioni politiche e le spiegazioni dei sopracitati tuttologi, fra quelli che “lo sapevano” e quelli che “lo sapranno”, compresi quelli che, come scritto ieri, si attorcigliano sul passato. Il perchè lo sappiamo: elezioni 2018. Peccato che, nel mezzo, ci sarebbero lavoratori, famiglie, piccoli risparmiatori, indotto, giovani generazioni (quelle difese a parola da tutti, ma nei fatti da nessuno). Fra passato e futuro, pensiamo al problema vero: il presente. Che in qualche modo andava e va affrontato.

Ps: pare che nella Lega Nord si sia arrivati ai “ferri corti” fra vecchi e nuovi militanti. Montigiani prossimo all’espulsione, Giusti “emarginato” (ne avevamo scritto) nonostante le rassicurazioni. Quel 17 per cento preso alle regionali deve avere scatenato qualcosa. Attenzione, però, perchè le comunali sono un’altra cosa.

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