A freddo

Ho qualche rimembranza delle “scissioni” del passato all’interno della sinistra e, sinceramente, almeno per il momento, questa mi pare una “scissione” (lo metto fra virgolette non a caso) un po’ a freddo. Come, del resto, a molti era apparsa “a freddo” anche la fusione di Ds e Margherita per formare il Partito Democratico con Walter Veltroni. Io, però, ho un’altra impressione. Che sia la politica tutta ad essere “fredda”, chiusa negli slogan dei social e sempre più incapace di parlare alla gente e alle persone. Sarà una stereotipata crisi che avanza, sarà l’altrettanto stereotipata società che cambia, ma è la politica stessa (nazionale e quindi scimmiottata dalla locale) che pensa di continuare a parlare alla pancia della gente, sempre e comunque: forse perchè è più facile, più veloce. Tipo sveltina, insomma. O meglio: un fuoco di paglia, che si infiamma nel tempo minimo e si spegne clamorosamente nel medio e soprattutto nel lungo termine. Ed infatti alle urne sono sempre meno. Ed infatti di questa “scissione”, ancora tutta da verificare, peraltro, nei numeri, si parla (mi pare) stancamente, senza passione, senza coinvolgimento. Che, poi, è la cosa più brutta. Anche quando si parla di politica.

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