Scritte, scarabocchi, street art

Abbiamo provato ad affrontare su Radio Siena Tv un argomento che sta diventando di grande attualità a Siena: scritte, scarabocchi, writers, graffiti, murales, street art. Spesso, purtroppo (e non solo in questo campo…) si fa di tutta l’erba un unico fascio, ma ci sono diversi aspetti da considerare. Ci sono per prima cosa quelli penali, che riguardano l’imbrattamento, “aggravato”, per così dire, dai muri storici del centro di Siena. Su questo aspetto, non c’è molto su cui discutere: la norma c’è ed è ben chiara. Poi dipende da come si riesce o non si riesce ad applicare, compresa – ovviamente – la flagranza e un certo grado di “tolleranza”. Ma ci sono distinzioni da fare e in alcuni casi sono nette. Partiamo dalle scritte contro qualcuno o qualcosa (come le ultime rivolte a Mussari, per capirsi). Come ha spiegato la psicologa Carla Fineschi in trasmissione, sono una “reazione” psicologica a qualcosa, un sentimento di rivalsa verso qualcuno che viene incanalata (a torto o a ragione, questo è un altro capitolo…) attraverso la bomboletta spray. Di diverso tenore sono gli scarabocchi, molto simili (anche se non uguali) alle firme che appaiono qua e là: assomigliano molto ai vari “Carlo è stato qui”, si estrinsecano spesso nei così detti “tag” o con l’ormai celeberrima scritta “Hip Hop”. Pure in questo caso si esprime psicologicamente un disagio. Intendiamoci: non intendo giustificare nessuno, solo provare a spiegare alcuni aspetti. Spostandoci su questa linea ci possono poi essere i graffiti, provenienti dalla cultura “Hip Hop”, che è cosa ben diversa dalla scritta di cui sopra e del quale fa un bel tracciato Zatarra durante la trasmissione. Sono in “equilibrio” fra legale e illegale, perchè, sebbene non previsti dalla legge, in alcune zone di diverse città (Siena compresa, vedasi Acquacalda) possono essere utilizzati per l’arredo urbano e possono addirittura lenire un disagio sociale, provvedere a tamponare perfino situazioni pericolose. Senza contare che alcune città hanno deciso di utilizzarli in maniera del tutto legale, provvedendo a creare spazi specifici. C’è poi il capitolo della street art, che è una storia ovviamente ancora diversa. L’esperimento (riuscito) di Presenti/Assenti (di cui parla la curatrice Gaia Pasi in trasmissione) a Siena, con installazioni e interventi nel centro storico di Siena, effettuati su carta rimovibile, è un esempio. In generale credo serva molta cultura, in ogni senso. Nel capire cosa è classificabile come “scarabocchio” e quindi è imbrattamento e deturpa; cosa invece, è sintomo di un disagio che si estrinseca in spunti perfino artistici, ma anche nel comprendere come pure in una città gotica come Siena sia possibile avere arte contemporanea e street art di qualità. Per chi volesse riguardare la trasmissione, sicuramente non esaustiva ma che altrettanto sicuramente spero possa contribuire ad un dibattito serio, può cliccare qui.

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3 risposte a Scritte, scarabocchi, street art

  1. Riccardo ha detto:

    Non credo all’arte che utilizza pareti (spesso di fresca ristrutturazione) , muri, treni…saracinesche per scrivere con bombolette spray nel cuore della notte. Questa è frutto di sola e pura delinquenza che spesso è associata a droga e alcool. Queste persone dovrebbero essere tutte individuate, denunciate, perseguite per legge e obbligate in solido a pagare di tasca la pulitura di quello che sporcano. Stop. Su questo non ci devono essere dubbi. E chi non la pensa così sbaglia sicuramente.
    Se poi questi “artisti” lo sono davvero, nessuno gli vieta di comprarsi una bella tela anche molto grande, disegnare quello che vogliono, fare le loro esposizioni nei locali consoni e partecipare a mostre così come fanno in tanti. Ma diciamolo con forza! E’ uno schifo che le nostre città siano deturpate da schizzi, sgorbi, firme, disegni ecc….Ma diciamolo che fanno schifo a tutti! Diciamolo!

    • Francesco ha detto:

      Anche no, guarda un po’ qui http://www.businessinsider.com/banksys-best-works-2015-8?IR=T. E se non ti accorgi che sono belli…cavoli tuoi!

      • Riccardo ha detto:

        Comunque, una cosa sono dei disegni, una cosa sono i graffiti, parole sconnesse, firme ecc.
        E io non ho detto che i disegni non sono belli, anzi.
        Dico solo che se di arte si tratta, l’importante è che i proprietari dei muri o delle saracinesche o dei treni siano d’accordo nel commissionare le opere di questi artisti…
        Invece come sappiamo, al 99% le scritte e i disegni sono del tutto abusivi e anonimi e per questo fanno sempre giustamente incazzare i proprietari.

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